Il dolore
Dimezzata la mortalità da ictus
Negli ospedali apuani ci sono anche performance positive negli esiti delle cure
MASSA. Sconvolta dallo scandalo e dagli arresti dei suoi ex dirigenti, messa con le spalle al muro dal colossale buco nei conti prodotto dalle gestioni degli scorsi anni, penalizzata da una struttura senz’altro poco economica (cinque ospedali per 200mila abitanti...), l’Asl di Massa Carrara riesce tuttavia ad ottenere alcune performance positive sul piano dell’assistenza e della cura. Anche se affiancate da alcuni (gli ennesimi) indicatori molto negativi. Lo si evince dal report nazionale sugli esiti di alcune delle patologie più diffuse curate negli ospedali italiani.
Lo studio annuale mostra, ad esempio, che l’ospedale di Carrara è tra i migliori nell’affrontare l’infarto miocardico. Il tasso di mortalità medio dei decessi a un mese dal ricovero per infarto è in Italia del 10,95%. A Carrara si riduce al 5,1%. Soltanto 5 infartuati su 100 ricoverati al monoblocco di piazza Sacco e Vanzetti, cioè, muoiono a 30 giorni dalla degenza. Viceversa all’ospedale San Giacomo e Cristoforo di Massa la media sale al 10,3% in linea con quella nazionale.
L’ospedale di Massa ha però un record di esiti positivi per quanto riguarda gli scompensi cardiaci: la mortalità a 30 giorni dal ricovero è del 2,3% contro la media nazionale dell’8.79%. Bene fa in questo campo anche l’ospedale di Fivizzano: 5,5%.
Risultati positivi per l’ospedale San Giacomo e Cristoforo anche per quanto riguarda la mortalità da ictus. In media, in Italia, il 9,94% dei pazienti muore entro 30 giorni dal ricovero. A Massa gli esiti sono ben migliori: i decessi scendono al 5,1%.
I nostri ospedali ottengono poi ottime performance per quanto riguarda l’intervento chirurgico per frattura del collo del femore. A Carrara l’80,9% di queste operazioni viene effettuata entro le 48 ore dalla diagnosi; a Massa il 78,4%. Quasi un record se si tien conto che la media nazionale degli interventi al collo del femore entro 48 ore è del 31,17%.
Da segnalare, però, anche un indicatore molto negativo. Quello che riguarda la broncopneumopatia ostruttiva riacutizzata, una grave patologia legata al fumo e alle polveri sottili. La mortalità media a 30 giorni dal ricovero è del 6,87%. Ma all’ospedale di Carrara sale al 16,3%: oltre il doppio. Un dato da mettere in relazione, forse, ai livelli di inquinamento sul territorio.
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