Italia
Il «no» alle guerre: i ricordi drammatici di due giovani siriane
CARRARA. Parole che hanno commosso, ma anche suscitato angoscia, quelle pronunciate da due ragazze fuggite dalla Siria: hanno raccontato la loro esperienza di guerra, in occasione della celebrazione...
CARRARA. Parole che hanno commosso, ma anche suscitato angoscia, quelle pronunciate da due ragazze fuggite dalla Siria: hanno raccontato la loro esperienza di guerra, in occasione della celebrazione del 68° anniversario dei bombardamenti aerei che colpirono Avenza nel 1944. Dopo la deposizione della corona davanti al cippo e alla lapide che ricorda i caduti al parco “Ragazzi del 1944”, la cerimonia è proseguita nell’aula magna (nella foto) dell’Istituto “Leonardo Da Vinci”, dove la dirigente Alessandra Valsega e il sindaco Angelo Zubbani hanno rivolto un saluto a tutti i presenti e in particolare agli studenti delle Finelli e delle medieDa Vinci e Leopardi.
Le due giovani studentesse siriane, rifugiate dal novembre scorso con le loro famiglie a Carrara hanno raccontato la situazione nel loro Paese. «Il giorno in cui erano iniziati i primi spari era stata organizzata una grande manifestazione pacifica, dove il popolo sfilava per le strade di Homs chiedendo la libertà per la caduta del regime: tra loro c’era anche mio zio. La manifestazione è durata sino a sera. I manifestanti hanno fatto un sit in nella piazza principale. Durante la notte l’esercito ha sparato sulla folla nella piazza, i corpi dei morti sono stati buttati nei camion dei rifiuti. Altre persone sono state imprigionate, torturate e poi uccise. Una nostra compagna di classe e tutta la sua famiglia sono stati uccisi da un cecchino mentre con l’auto cercavano di scappare dalla Siria».
«Il ricordo di eventi tragici del passato – ha detto il sindaco Zubbani – è un atto indispensabile a comprendere e riflettere sulla necessità di una Pace vera e sulla follia della guerra, di tutte le guerre, passate e, purtroppo, attuali».
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