Sicurezza
Il ciclone Sgarbi su Marble weeks sveglia alle 2 di notte Berlusconi
«Devi assolutamente venire a Carrara per gli splendidi gessi di Canova». «Ok, ne parliamo domani...» Poi il tour ad ammirare le opere di Aida da Nicoli, agli studi Michelangelo e l’abbraccio a Guadagnucci
CARRARA. Davanti alla bellezza senza tempo Letizia Ramolino Bonaparte non ha resistito. Vittorio Sgarbi, all’1 e 45 di un non proprio tranquillo giovedì sera, che lo ha visto protagonista della notte carrarese, ha estratto il telefono cellulare. «Devo assolutamente chiamare Silvio Berlusconi - ha cominciato col dire tutto preso dall’entusiasmo il critico d’arte - Lui adora Canova, si innamorerà di questa bellissima mostra e di questa opera in particolare». E così, in un’Accademia diBelle Arti che ha prolungato proprio per Sgarbi, accompagnato in visita dal presidente dell’istituzione Simone Caffaz, il professore ha digitato il numero (privato) dell’ex presidente del consiglio. Alle 2 del mattino. E lo ha fatto pure squillare a lungo il telefono, quellodall’altra parte, rimediandosi una risposta assonnata e un laconico: «Vittorio ci sentiamo domani» di Berlusconi.
«Silvio è proprio cambiato...». Sgarbi non ha risparmiato un commento salace: «Certo che è proprio cambiato, qualche tempo fa a quest’ora sarebbe stato sveglissimo». E alla fine si è impegnato a contattare l’ex premier nei prossimi giorni, e a un orario più consono: «Deve assolutamente venire a Carrara, mi offro di accompagnarlo a visitare questa bella mostra».
Sgarbi ha poi continuato la sua visita, anche a Palazzo Binelli assieme al presidente dell'Accademia Simone Caffaz, ad alcuni studenti e ai titolari del Ristorante Beccofino che hanno organizzato la presentazione del suo libro in piazza delle Erbe, che poi lo hanno accompagnato a visitare Marble Week. Vittorio Sgarbi, dopo aver tenuto una lectio magistralis per l'inaugurazione dell'anno accademico 2010-2011, conferma quindi la sua amicizia con l'Accademia di Carrara: già lo scorso anno aveva manifestato grande apprezzamento per "D'Après Canova" e più in generale per l'opera di restauro della gipsoteca dell'Accademia. Anche quest'anno non è voluto mancare a questa seconda "tappa" del percorso di valorizzazione di questo straordinario patrimonio.
Il tour notturno. Da sottosegretario alla cultura Vittorio Sgarbi capitava nei musei d'Italia a notte fonda. Svegliava il povero custode e se li faceva aprire. A lui adoratore d'arte, e alle belle donne del suo seguito. In queste notti "carrarine" il famoso storico dell'arte ha visto il sorgere dell'alba nel museo a cielo aperto e stellato della Carrara targata "Marble Weeks". Dopo il personale successo librario al "Beccofino" Sgarbi si è trasformato in nottambulo artistico. Suo "Cicerone" il presidente dell'Accademia Simone Caffaz, il critico alle 3 del mattino in Piazza XXVII Aprile ha tirato giù dal letto Francesca Nicoli. «Magnifiche le sculture dell'artista Aida in omaggio alla donna credente nella religione islamica. Elegante e minimale il contrasto del bianco su nero dei veli di marmo, con mani candide giunte in preghiera. E quella grande statua al lato opposto della piazza: bella, interessante e drammatica, dedicata ai martiri del lavoro. Credevo fosse datata anni '20; mi dite che Floriano Bodini l'ha realizzata a metà dei novanta negli Studi Nicoli. Allora Carrara possiede l'ultimo monumento del '900».
Un “litigio” con don Raffaello. La notte è piccola per Vittorio Sgarbi che nella Piazzetta delle Erbe ha già avuto modo di "litigare" col parroco del Duomo: il vivace, dotto e combattivo "Soldato di Cristo" don Raffaello Piagentini. «E' l'uomo che crea le cose belle o brutte», sostiene Sgarbi. «No, è solo Dio il creatore che gli infonde il soffio divino dell'ispirazione e la forza per plasmare o dipingere, od altro», rimbrotta don Raffaello.
Magiche notti, all'insegna della cultura e della polemica bella, che tanto mancavano a Carrara.
Vittorio Sgarbi e la viareggina Francesca, graziosa bionda sua accompagnatrice, si attardano lungo le vie della nostra città. Mano per mano, ogni tanto ci scappa un bacio, incuranti di tutti e dinanzi al Presidente dell'Accademia che fa finta di nulla, oppure sogghigna. Alcuni carrarini avvicinano il Vittorio nazionale e lo invitano in casa, gradito ospite. Lui accetta, mentre fa notare agli ospiti le strane proiezioni delle ombre delle statue sul selciato: «La teoria delle ombre -dice il critico- talvolta sublima l'opera plasmata».
La notte al Michelangelo. L’alba spunta su Sgarbi ed amici che si concedono un po' di sonno all'Hotel "Michelangelo". La mattina dopo il sindaco Angelo Zubbani riceve a palazzo «l'amico di Carrara Vittorio Sgarbi»: «Dai Vittorio, non ti attardare, che il nostro "Gigi" grande vegliardo della scultura ti aspetta lassù nel suo atelier a Bergiola Maggiore».
L’incontro con Gigi Guadagnucci. Una visita veloce di nuovo ai Laboratori Artistici Nicoli ad ammirare alla luce del sole altri capolavori, nell'aspetto più veritiero e quotidiano degli studi, nei rumori e nelle polveri delle lavorazioni in corso. Poi… il bello e commovente incontro tra Vittorio Sgarbi e Gigi Guadagnucci, l'inossidabile Maestro che ha compiuto 96 primavere. Da Bergiola lo sguardo si perde dai monti alle colline fino al mare, ma Sgarbi non osserva il panorama. Guarda la magnifica astrazione dell'antico Faraone d'Egitto e… «il Paese remoto di Iside e di Osiride si respira davvero con questa tua vecchia scultura caro Gigi. Le tue opere nuove poi, figurative od astratte, sono capolavori di maestria e di trasparenza».
La visita agli studi di Barattini. Nel suo giro, Sgarbi è stato anche in via Piave, nella sede del laboratorio Studi d'Arte Cave Michelangelo. Il critico d'arte con Franco Barattini e Luciano Massari si è intrattenuto per ammirare le produzioni dei laboratori, esprimendo parole di apprezzamento e promettendo di tornare presto per una nuova visita. e a quel punto, la visita a Carrara era davvero finita.
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