La manifestazione
«I cattolici devono insorgere»
Padre Damiano grida allo scandalo per il Papa (ora trasferito al Paretra) raffigurato come la Monroe
CARRARA. Dopo la decisa critica del parroco del Duomo, don Raffaello, contro la raffigurazione di Papa Benedetto XVI, in versione Marilyn Monroe (il vento che solleva la veste bianca, scarpe rosse, calze autoreggenti), ora l’idea in chiave artistica di uno studente diplomatosi all’Accademia di belle arti di Torino ed esposta a Marble Weeks, fa gridare allo scandalo padre Giuseppe Damiano Angelotti: 83 anni, in pensione.
«Sono stato prete a Bagnone, Gragnana, Castelpoggio, Massa. Ho girato il mondo, sono stato trenta volte a Gesuralemme... e difendo il Papa».
Non gli piace pre nulla l’opera del trentaduenne Leardo Sciacoviello, che lo stesso autore ha spiegato come una sorta di unione fra «l’immagine simbolo della religione e quella della vanità femminile».
Padre Angelotti ha scritto una lettera in cui cita Matteo, passi delle lettere di Gregorio VII ai cristiani. E il detto “scherza coi fanti e lascia stare i santi”.
«Non è la prima volta che l’immagine irreprensibile, coraggiosa, umile e dolce, del Sommo Pontefice viene coperta di fango nella nostra provincia. Prima a Massa con l’affissione di un manifesto che voleva ispirarsi a un’opera marmoresa realizzata a Carrara»: il Papa di riferimento era Giovanno Paolo II. «Ora Carrara, per non essere da meno» dice padre Damiano, ha «la rappresentazione di Benedetto XVI come l’edizione ammuffita del re nudo. Come cattolici non possiamo sorridere amabilmente, ma insorgere come giustamente ha fatto don Raffaello».
«La mia flebile voce di un missionario al tramonto prosegue la sua lettera – viulòe dare voce agli umili e forti fratelli nella fede che non si arendono e cogliono rimanere con il papa di oggi come con Pietro e Cristo in persona».
Luciano Massari, direttore dell’Accademia Albertina di Torino e degli studi d’arte Michelangelo di Carrara che hanno realizzato la mostra IconoPlastica nel contesto di Marble Weeks, ieri mattina, prima che padre Angelotti diffondesse la sua lettera contro quella che definisce “l’opera dello scandalo”, spiegava che la rappresentazione di Papa Ratzinger non aveva ricevuto, dopo le critiche di don Raffaello, altre bocciature. E che anzi, è stata oggetto di molta attenzione. «Nessuno che io sappia, si è scandalizzato, ma prevale una divertita curiosità». Per cui ha annunciato un trasferimento in una «location più funzionale»: da ieri sera l’opera è stata collocata all'ex pastificio Paretra, in via Beccheria, messo a disposizione dall'Erp in occasione della kermesse. «Una location dove si attende un altro visitatore d'eccezione: Philippe Daverio».
Marble Weeks, lo ricordiamo, mostra tantissime altre opere originali, collocate all’aperto e nei fondi sfitti riaperti per l’occasione in un centro storico che si è rianimato di giorno e soprattutto la notte.
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