Il Tirreno

«Ho fatto peculato ma nessun falso»

«Ho fatto peculato ma nessun falso»

Giannetti mantiene col gip la linea tenuta con la Finanza «Quei bilanci dell’Asl li hanno manomessi altri, non io»

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MASSA. È stato interrogato ieri mattina, dal gip Giuseppe Laghezza, Ermanno Giannetti, ex direttore amministrativo dell’Asl1 (dal 2006 al 2010). Era presente anche il pm Alberto Dello Iacono. Al giudice per le indagini preliminari che ha disposto la sua carcerazione il dirigente licenziato dopo lo scoppio dello scandalo del buco da più di 200 milioni di euro ha confessato, come aveva già fatto alla guardia di finanza, gli episodi di peculato. Ha detto di aver fatto incassare degli assegni circolari e di aver usato quei soldi per motivi personali (auto, spese dentistiche, mantenimento dell’allevamento di cani e altro) ma di non saperne assolutamente nulla del falso in bilancio che è stato scoperto dalle fiamme gialle e dalla procura di Massa-Carrara nei conti dell’azienda sanitaria apuana. «Non ne so nulla, non sono stato io e non so chi possa essere stato a manomettere quei conti».

Per gli inquirenti però, sul conto di Giannetti - difeso dagli avvocati Franco Perfetti e Paolo Quadrella - esistono gravi indizi di colpevolezza «in ordine a tutti i reati a lui contestati». A pagina 87 dell’ordinanza si legge: «È stato l'ideatore di tutte le falsificazioni contabili accertate avendo agito negli anni dal 1998 al 2009 come elemento di continuità del piano criminoso e di raccordo tra i direttori generali succedutisi nel tempo, svolgendo, quindi, un ruolo essenziale per l'attuazione del programma criminoso diretto a una unica evidente finalità, cioè occultare la reale esposizione debitoria dell'azienda sanitaria e costi di esercizio realmente sostenuti nei vari anni, nella piena intesa con i direttori generali Scarafuggi e Delvino e con l'obiettivo finale di mantenere le posizioni di potere rivestite pur in presenza di gravi disavanzi e dì rilevanti perdite di esercizio».

Per il procuratore capo Aldo Giubilaro, il sostituto Alberto Dello Iacono e per i finanzieri del nucleo tributario «è stato Giannetti che ha inserito nel sistema informatico della contabilità le false poste contabili oggetto di analisi da parte dei consulenti tecnici, e lo ha fatto o direttamente con il proprio nome utente RAG10 (o in alcuni casi KURZHAAR) a chiusura di ogni bilancio di esercizio oppure servendosi dì altri dipendenti (i quali presumibilmente si limitavano ad eseguire una richiesta del loro superiore), utilizzando Io stratagemma rappresentato dall'utente di sistema INTEGRA che gli garantiva una adeguata copertura». A tal proposito c’è una consersazione telefonica intercettata dall'utenza in uso a Marisa Vernazza, funzionaria dell’ufficio contabilità dell’Asl1, particolarmente eloquente: «Eh si perché diciamo che quando, finché c'è stato lui li cioè le faceva lui direttamente con altri colleghi. Magari anche esterni tipo il collaboratore della, cioè il tecnico della procedura economica, proprio cioè... si chiudevario e... e poi dopo magari chiaro che poi dopo siamo andati a ruota nel senso che o c'ero io a volte o c'era l'altra mia collega e così, purtroppo. Dipendeva da chi c'era lì al momento».

Ma Giannetti come detto non si scompone e dal carcere di Massa, dove è stato interrogato respinge le accuse di falso. I suoi legali intanto devono prendere una decisione sulla richiesta o meno di attenuazione della misura di custodia cautelare. Al momento comunque non faranno nulla.

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