Il dolore
Falso credito, fax smentisce funzionaria
Marisa Vernazza aveva detto di averlo consegnato a mano a un’impiegata della Deloitte&Touche, poi la retromarcia
MASSA. Gli inquirenti insistono molto su quel documento, palesemente contraffatto, che ha generato lo scandalo sul buco da 224 milioni nei conti dell’Asl1 di Massa-Carrara. Quello che materializzava un credito di 60 milioni vantato nei confronti della Regione e che avrebbe ripianato quasi del tutto i costi di 88 milioni del 2008 E ne chiedono conto a chiunque gravitasse intorno agli uffici del settore contabilità. Sempre Marisa Vernazza il 27 novembre 2010 dice alle fiamme gialle di aver ricevuto da Giannetti la lettera protocollata e di averla consegnata nelle mani di Stella Liberato, funzionario della società che doveva certificare il bilancio. «Fu lo stesso Giannetti che nel settembre o nell'ottobre dell'anno 2009 mi chiamò e io andai nel suo ufficio e mi consegnò una lettera di due pagine sullo schema della società di certificazione riportante sulla seconda pagina una tabellina indicante l'importo di circa 60 milioni riconosciuto dalla Regione Toscana come proprio debito nei confronti dell'Asl1 di MassaCarrara. Capii subito di che cosa si trattasse e ebbi la conferma di quanto mi avesse detto Giannetti nell'aprile precedente. Presi la lettera e la consegnai immediatamente al funzionario Liberato della società di certificazione che si trovava proprio quel giorno presso i nostri uffici per conto della Deloitte & Touche spa. Prima di consegnare la lettera ne feci una copia da tenere agli atti della documentazione fornita ai funzionari della società di revisione».
La Vernazza, poi, conferma di aver ricevuto quel documento dal Giannetti e di averlo poi consegnato lei stessa anche in una conversazione telefonica intercettata, nel corso della quale la funzionaria riferisce all'interlocutore dell'esito delle dichiarazioni rese il giorno prima: «Ahh ecco poi... m'ha fatto vedere quella lettera. Mi fa ma lei di quella lettera? Ho detto guardi io quella lettera l'ho vista perché me l'ha consegnata il direttore, e c'ho fatto una copia e gliel'ho data. Ma lei ha notato qualcosa di strano? Ho detto, sinceramente ... no, anzi era un'ulteriore conferma di quello che mi aveva detto a suo tempo, che era una cosa saputa ... che l'aveva concordata con la Regione quindi cioè per me era un'ulteriore conferma. L'ho vista, c'ho fatto una fotocopia e l'ho data a quella ragazza».
Gli inquirenti però vogliono andare a fondo alla questione: ed emerge una dinamica diversa circa le modalità di consegna del documento alla società di certificazione. Non è stato consegnato dalla Vernazza nelle mani della Liberto, bensì inviato via fax e poi per posta. Infatti, è risultato che in data 24 novembre 2009 (ore 13,23), dal centro direzionale dell'Asl 1 di Massa Carrara, viene inoltrato un fax all'indirizzo del dr. Mercuri, al numero 02 8334*****, composto da una lettera di trasmissione, che reca l'annotazione «Da parte del Direttore Amministrativo - Dott. E. Giannetti», e da due note, una delle quali è quella siglata sia da Giannetti che da Carla Donati per la conferma dell'importo di 60.389.020,21 della posta di credito verso la Regione.
Alle ore 16,07, la Liberato invia una email alla Vernazza chiedendo di spedirle le lettere in originale in ufficio, scrivendo: «Marisa, tutto ok».
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