Il Tirreno

Ex Eaton, due aziende interessate Ma la Marcolini rinvia il debutto

di Francesca Ferri

La produzione di siringhe slitta di tre mesi per motivi di mercato e non c’è ancora il contratto d’affitto Fidi ha però ricevuto i piani industriali di un pastificio e una ditta di carbonato. E acquisterà l’area

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MASSA. Notizie dolci-amare per gli operai ex Eaton. Slitta di almeno tre mesi l’inizio della produzione di siringhe con la ditta Marcolini, che ha intenzione di assumere 70 ex dipendenti, ma si conferma l’interessamento di due aziende che vorrebbero riassorbire i lavoratori in mobilità. Ed è sempre più vicino l’acquisto da parte di Fidi Toscana dell’area dell’ex stabilimento.

È questo il risultato dell’incontro di circa 40 minuti che si è tenuto ieri mattina nel municipio massese, a cui hanno partecipato sindacati, sindaco, gli assessori provinciali Baldini e Parrini, Livia Marinetto per la Regione, il direttore generale di Fidi Toscana, Giovanni Ricciardi, e il rappresentante della Marcolini.

Un incontro «interlocutorio» per capire a che punto è il piano di reindustrializzazione e il destino dei 250 ex dipendenti che hanno perso il lavoro e si trovano in mobilità in deroga, appesi alla speranza che la copertura per le protezioni sociali sia rinnovata anche per il 2013.

Per una parte di loro il nuovo anno si sarebbe aperto nel migliore dei modi. L’azienda bresciana Marcolini, che vuole installare un centro di produzione di siringhe nella ex Manifatture Tabacchi di Avenza, intende assumerne settanta (30 subito, gli altri in tre anni). Le macchine dovevano essere montate a fine estate e l’inaugurazione era prevista per il 1° gennaio 2013. Ieri, però, la notizia che la Marcolini ritarderà l’avvio della produzione di 3-4 mesi.

Tutto slitta almeno ad aprile 2013 «per motivi di mercato e di organizzazione», spiega il sindaco Roberto Pucci. Pare che alla base della decisione ci sia l’esigenza di un’analisi più dettagliata del mercato e di un accesso ai finanziamenti che, trascorso questo periodo, sarebbe più favorevole.

D’altro canto l’incontro ha fatto intravedere anche qualche spiraglio. «Fidi ha confermato di voler acquistare l’area – spiega Pucci – ed è stato confermato anche che due aziende, che producono rispettivamente pasta e carbonato di calcio, sono interessate alla reindustrializzazione».

Le due avrebbero già presentato i piani industriali ma Fidi non ha voluto divulgare i nomi. «Alla nostra domanda precisa la risposta è stata che non ci sono ancora elementi sufficienti per renderli noti – spiega Marco Battistini della Cisl – e di solito è sempre così fino a 5-6 mesi prima dell’avvio della produzione». Bocche cucite anche a Fidi, dove la prudenza è massima visti gli accertamenti in corso da parte della Banca d’Italia.

«Apprezziamo l’impegno e ci rincuora che l’insediamento sarà stabile – conclude Battistini – ma ci preoccupa veder slittare i tempi e che per lo stabilimento di siringhe non ci sia ancora un contratto d’affitto. Chiediamo perciò di accelerare il più possibile». Il prossimo incontro è fissato per il 21 giugno.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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