Il Tirreno

Piscina: guerra di querele sul caso dei “finti” atleti

Massa Nuoto annuncia una contro-denuncia verso la società Butterfly Sit-in dei nuotatori dell’associazione con medaglie e coppe: siamo agonisti

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MASSA. “Vogliamo solo nuotare”. Tornano in piazza, con un sit in sotto il municipio, i contestatori della piscina. Sono frequentatori dell’impianto comunale di viale Roma, per lo più affiliati alla Massa Nuoto, che ce l’hanno su con la Butterfly, la società che gestisce la piscina. Perchè, dicono, con questa conduzione – per anni l’impianto era gestito dalla coop Delfino, ben “addentellata” con la Massa Nuoto – ci viene negato il diritto a svolgere attività in vasca. E contestano, i nuotatori (una cinquantina quelli ieri sotto palazzo civico), anche l’annunciato nuovo licenziamento di un dipendente da parte di Butterfly. Alcuni di loro hanno medaglie al collo e coppe in mano: per testimoniare che loro, sono “veri atleti” e che hanno anche vinto gare. È l’ennesima puntata della guerra delle corsie (di nuoto) in corso all’impianto di viale Roma. Non l’ultima.

Nei giorni scorsi la società Butterfly ha annunciato querela contro la associazione sportiva Massa Nuoto, affiliata all’Uisp, accusandola, nientemeno, che di truffa aggravata. Sostenendo, in sintesi, che la Massa Nuoto porta in vasca “finti” atleti, cioè frequentatori della piscina che, in realtà non svolgono attività agonistica ma fanno semplici corsi di nuoto o di acquafitness. Provocando così un danno alla società, perchè è solo la Butterfly, in base alla convenzione stipulata con il Comune, a poter svolgere quel tipo di corsi.

Ora, il contrattacco della Massa Nuoto. Una contro-querela per diffamazione aggravata nei confronti di Marco Colombo, presidente della Butterfly. A minacciarla è Agostino Angeloni, presidente della Massa Nuoto tramite gli avvocati Roberto Iacopetti e Valeria Palmegiani. «Le accuse che mi vengono mosse, oltre ad essere false, sono anche gravemente lesive della reputazione della associazione sportiva che rappresento e della mia persona: ho dato incarico ai legali di accertare se ci sono gli estremi per una querela», spiega Angeloni.

Il quale, poi, replica anche sul merito: «Tutti gli atleti iscritti all’associazione sportiva dilettantistica Nuoto Massa sono in possesso di regolare tessera Fin , praticano attività nel settore master, in maniera continuativa partecipando anche alle gare organizzate dalle Federazioni Fin e Uisp. Il tutto in piena conformità alla legge e agli accordi stipulati con Butterfly. L’associazione non svolge attività di scuola nuoto; i suoi iscritti partecipano invece, con assiduità, a sedute collettive di allenamento coordinate da allenatori tesserati Fin, come me».Quanto all'accusa di aver provocato un danno “da concorrenza sleale” alla Butterfly, Angeloni affonda: «L’esiguità del numero di persone che frequentano la piscina comunale gestita dalla Butterfly e lo scarso gradimento dimostrato dai massesi verso la nuova gestione, possono dipendere da me.

È semmai questo il problema che si deve porre il signor Colombo: il fatto che la piscina, con la nuova gestione, appaia sempre desolatamente semivuota, dipende probabilmente da carenze imputabili a chi, dal febbraio scorso, ne cura l’organizzazione. Invito quindi la Butterfly, anche a nome di tutti coloro che per anni hanno sovraffollato la piscina, a migliorare i servizi e a rivedere le tariffe, piuttosto che lanciare accuse calunniose di concorrenza sleale».

Claudio Figaia

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