Attenzione
Lavori inesistenti in cambio di cash
E il rendering del distretto di Aulla fatturato due volte: «Mi regalavano anche penne, o grossi sconti»
CARRARA. Dall’ordinanza di custodia cautelare, emerge fra l’altro che la Finanza ha continuato ad acquisire fatture e materiale fino a pochi mesi fa. E le indagini mettono in evidenza un “sistema Giannetti”. In uno dei capitoli in cui si ricostruiscono i fatti di pecultato nei suoi confronti, si prendono in esame sei fatture emesse negli anni 2008, 2009 e 2010 per l’importo di 169.980 euro dalla ditta Fratelli Rossi di Valentino Sauro e Renato, di cui parlamo ampiamente anche nelle altre pagine, di Fivizzano.
Sulla carta, sarebbero relative a lavori di sistemazione dell’area esterna dell’ospedale di Fivizzano, e delle fondazioni della Don Gnocchi. Non solo: l’Asl ha comunicato agli investigatori di non aver stipulato alcun contratto con la società Fratelli Rossi dal 2005 al 2010, sicchè - deducono gli inquirenti - “si deve affermare che trattasi di fatturazioni false perché riferite ad operazioni inesistenti, così come falsi devono considerarsi i relativi mandati di pagamento emessi dal Giannetti o emessi su suo ordine da altro, probabilmente ignaro, impiegato dell’ufficio di ragioneria e contabilità dell’azienda sanitaria”.
Ermanno Giannetti vede le fatture e spiega: «In relazione alle suddette fatture false, ho percepito, una volta effettuato il pagamento, delle somme in denaro contante. In particolare, per la numero 48 del settembre 2009, dell’importo di 48mila euro, ho percepito circa 3mila euro; per le numero 8 e 9 del 2010, rispettivamente di 48mila e 22.500, ho percepito 5mila euro; analogamente per le fatture 34 e 35 del 2010, rispettivamente di 26.400 e 13.800, per le quali ho percepito 5.000 euro». Funzionava così: «L’accordo per la messa in liquidazione delle suddette fatture per operazioni inesistenti l’ho avuto con Daniele Rossi, figlio di Renato Rossi, amministratore della società. Daniele Rossi mi chiese il favore, nel 2008, dicendo che la ditta aveva bisogno di fatturare ricavi per aumentare la credibilità, in funzione di appalti con enti che richiedevano un determinato volume d’affari. In particolare, Daniele Rossi mi faceva recapitare la fattura e io mi premuravo di farla subito registrare nella contabilità, richiedendo una veloce liquidazione. Il successivo mandato di pagamento su mia richiesta, veniva redatto dal personale dell’ufficio di ragioneria, che eseguiva le mie disposizioni senza preoccuparsi della fondatezza, dato che io ero il responsabile. I compensi che ricevevo da Daniele Rossi li ricevevo quando successivamente ci si incontrava, lo stesso mi consegnava il denaro in contanti, per un totale di 13mila euro. Presumo che il padre Renato Rossi fosse all’oscuro».
Renato e Daniele Rossi, interrogati, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere.
E con le Grafiche Conti? Il 18 aprile 2011 Giannetti confessa: «I rapporti li ho avuti con Federico Conti, dal 2008 al 2010 mi chiedeva il favore di ricevere fatture emesse dalla sua società, per forniture effettivamente rese all’Asl, con prezzo maggiorato. In sostanza, sovraffaturazioni». Il rendering del nuovo distretto di Aulla fu fatturato due volte. Per una sovraffaturazione di 52.700 euro, Federico Conti - spiega Giannetti - lo compensò con 20-25mila euro. I soldi li prendeva presso il negozio Grafiche Conti, lo stesso Federico Conti, oppure Daniele Signanini che si occupa della contabilità, gli davano somme di denaro, mille o duemila euro, o gli regalavono oggetti o gli facevano grossi sconti.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google