Il dolore
La distopia di Avelino e l’arte della sommossa
CARRARA. All'interno del progetto Database, proposto dall'associazione culturale Ars Gratia Artis di Federica Forti con la collaborazione del Comune di Carrara, Camera di Commercio, Fondazione Cassa...
CARRARA. All'interno del progetto Database, proposto dall'associazione culturale Ars Gratia Artis di Federica Forti con la collaborazione del Comune di Carrara, Camera di Commercio, Fondazione Cassa di Risparmio e dell'Accademia si terrà, oggi alle 18 al Museo Civico del Marmo, l'inaugurazione della mostra personale di Avelino Sala: Distopia: Right Now. Un titolo forte che pone al centro della riflessione i movimenti di insurrezione dei popoli negli ultimi anni: a partire dalla primavera del Magreb alle rivolte in Medio Oriente, alle sommosse degli Indignados a Occupy Wal Street.
«Tutte le ribellioni nascono dall'oppressione del sistema di progresso, sempre meno sostenibile, che cerca di cancellare ogni tipo di utopia e che rischia di riuscire a rispondere solo con una parola: la repressione - spiega Federica Forti - Per questo l'artista ha deciso di usare il termine Distopia: una contrapposizione per segnalare il disagio e la debolezza della realtà in confronto con il "non-luogo" dei sogni e delle speranze»
Un tema che si lega perfettamente ai movimenti anarchici carraresi. Questo infatti, è lo spirito del progetto Database: ristabilire un nuovo senso di appartenenza con il nostro territorio, rilanciando il Museo Civico del Marmo come porta d'accesso per comprendere la nostra storia.
Federica Forti, critica d'arte e curatore indipendente, riporta l'arte contemporanea a rileggere il patrimonio storico artistico di Carrara creando un dialogo e una continuità fra i luoghi dell'arte e il contesto urbano e ambientale. Questo è il secondo appuntamento del progetto. Avelino Sala, artista spagnolo di rilevanza internazionale, si interroga sul ruolo dell'arte nella società contemporanea, e cimentandosi per la prima volta con il marmo, dà vita a varie opere in cui prevale il senso di lotta e di tensione rappresentato dalla statua di un manifestante con il volto coperto, di controllo, attraverso tre telecamere in marmo e di ribellione tramite l'ideazione di una molotov in marmo. Il tutto accompagnato da alcuni disegni e due video, Culture e Cacotopìa, inediti in Italia, che narrano la situazione attuale della cultura e della società in genere in un mix di immagini di film e realtà.
Le opere all'interno del Museo, dialogano e si contrappongono alla precedente esibizione di Mario Sasso, andando a ricreare quello spirito di unione proprio del progetto. «Sarebbe un'ottima idea riuscire a proiettare i video inediti al cinema per dare la possibilità al pubblico di interrogarsi sui messaggi forti che pone l'artista ossia la possibilità di ricostruire un mondo secondo un ideale che lo renda più buono». L'arrivo di Avelino Sala a Carrara è previsto per il 30 giugno.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
