Il Tirreno

«Il nostro progetto non è uno schizzo»

«Il nostro progetto non è uno schizzo»

L’Asd Massa Marina calcio a cinque svela i retroscena: «Il Comune ha avviato una variante sulla nostra proposta»

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MASSA. Come è possibile definire “uno schizzo e una lettera” la nostra proposta di project financing per il Palasport? Dove è finita la corposa documentazione da noi prodotta? Come è possibile, allora, dare avvio a procedure imporanti come una variante urbanistica sulla base, appunto, di “uno schizzo e una lettera”? Come è possibile che dopo l’esame di “uno schizzo e una lettera” i tecnici comunali abbiano di fatto approvato la nostra proposta nel giugno 2008, salvo trovarla “carente” quattro anni dopo? Ma soprattutto il Comune ancora disposto a realizzare il nuovo Palasport?

Domande, riflessioni, a voce alta, quelle che l’associazione Asd Massa Marina Calcio a Cinque, sede in via Quercioli, firmatria della proposta di project financing per il palasport, pongono all’attenzione della pubblica opinione e della giunta guidata da Roberto Pucci.

Il caso. Il caso è scoppiato in questi giorni. Con il delegato allo sport Fabio Vullo che minaccia le dimissioni (e il sindaco che ancora le aspetta) perché c’è il via al project per i loculi del cimitero di Mirteto ma non per quello del Palasport. La risposta dell’amministrazione è affidata all’assessore Fabrizio Brizzi anche se della pratica del palasport è diventato titolare solo il 12 aprile scorso. Brizzi spiega, anzi anticipa, che la commissione tecnica composta da ufficio legale, ufficio urbanistica e lavori pubblici, ha ritenuto carente la proposta dei privati per il Palasport e che quindi quella proposta non potrà avere il ruolo di proponente del project. Il proponente di fatto si assicura una opzione in fase di bando pubblico su eventuali concorrenti. Brizzi dice chiaro che il project lo proporrà quindi il Comune.

La ricostruzione dei fatti. Affermazioni e ricostruzione dei fatti che non piaccono ovviamente alla Asd Massa e Marina che riavvolge il filo della memoria per ricostruire un vicenda e un »impegno» che risale al 2007 e che ha comunque «prodotto un progetto preliminare, elaborato a nostre spese da un progettista di nostra fiducia e sottoposto ufficialmente, in data 24.06.2008, al vaglio della Amministrazione sotto forma di Proposta, da realizzare nelle modalità del Project Financing, composta da relazione tecnica, proposta sommaria di piano finanziario e bozza di Convenzione» - si spiega in un lungo documento.

La proposta. «Allo stato attuale non esiste ancora un Project Financing, bensì una semplice proposta, ovviamente incompleta, in quanto mancante del fondamentale requisito della conformità urbanistica. Questa poteva esserci solo dietro approvazione di una specifica Variante allo strumento urbanistico. Naturalmente, sarebbe stata facoltà della Amministrazione rigettare la proposta, ma ciò non è avvenuto né nei tre mesi successivi stabiliti dalla legge, né mai. Oltre tutto, in questa fase furono svariati gli incontri tecnici con l'Ufficio Pianificazione del Comune, culminati nella successiva Richiesta di "Variante al vigente Strumento Urbanistico del Comune di Massa, relativamente al sito individuato dalla zona a destinazione sportiva di Via degli Oliveti", corredata di Relazione Tecnica Preliminare, ben tre Tavole di Progetto e specifica Relazione di Sostenibilità Ambientale (prot. n. 57140 del 02.12.2008). Non ce ne vogliano, ma francamente troviamo arduo sostenere che l'Amministrazione non sapesse niente!»

La conferenza del 2009. E ancora: «Nel frattempo, con una conferenza stampa indetta nel settembre 2009, cui intervennero tutti gli organi di informazione locali, provvedemmo a sollecitare l'iter della Variante, i cui tempi stavano risultando troppo lunghi. In quella sede rendemmo noto anche l'impegno a migliorare il progetto preliminare, in modo da rendere la struttura progettata idonea ad accogliere il maggior numero possibile di discipline indoor. In tal modo, contavamo anche di velocizzare il disbrigo del futuro Project Financing. L'impegno è stato rispettato: oggi siamo alla quinta stesura di progetto, che risulta conforme anche alla vigente normativa Coni».

La variante urbanistica. «Quanto fatto non era però ancora sufficiente per giungere al risultato, poiché la stessa Amministrazione, con lettera raccomandata a noi indirizzata (prot. n. 4664 in data 28.01.2010), ci chiedeva di integrare la documentazione necessaria per la prosecuzione dell'iter della Variante Urbanistica, nel frattempo adottata ai sensi di legge con regolare Delibera di Giunta e pubblicazione sul sito del Comune, facendoci produrre, sempre a nostre spese, una corposa documentazione costituita da ulteriori e approfondite indagini geologiche, geomorfologiche ed idrogeologiche. Finalmente, dopo questa ennesima integrazione e dopo ulteriori confronti con gli uffici tecnici comunali per la individuazione dei dati caratteristici e delle destinazioni d'uso ottimali, nel dicembre scorso la Variante veniva definitivamente approvata e tutto sembrava pronto per la stesura e la pubblicazione del Bando di Gara».

L’assordante silenzio. « Iniziava invece un assordante silenzio, che abbiamo cercato di rompere attraverso due distinte comunicazioni ufficiali, una del 29 dicembre 2011 e una del 2 aprile 2012, nelle quali, oltre a confermare all'Amministrazione gli impegni assunti, ribadivamo il nostro legittimo ruolo di Promotore, in base a quanto stabilito dalla normativa in materia (Codice degli Appalti) e richiedevamo a tal proposito una risposta ufficiale e soprattutto, per iscritto, dall'Amministrazione. Nessuna risposta è ancora pervenuta dall'Amministrazione, a meno che non abbia qualche valore (e lo diciamo ovviamente con ironia) la risposta a mezzo stampa!».

Intanto l’associazione ha inoltrato una nuova richiesta al Comune. «Restiamo in attesa di risposte: scritte».

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