Il Tirreno

Così le aziende gonfiavano le fatture e aiutavano Giannetti

Nel mirino della Gdf la ditta edile Fratelli Rossi di Fivizzano e la Grafiche Conti: una non eseguiva neppure i lavori

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MASSA. Erano due le ditte lunigianesi che aiutavano Ermanno Giannetti, ex direttore amministrativo dell’Asl1 di Massa-Carrara, a distrarre i soldi. Una, impiegata nell’edilizia, la Fratelli Rossi di Fivizzano, faceva risultare fatture per lavori che non aveva mai fatto; l’altra invece, di fornitura di materiali di ufficio, Grafica Conti srl, gonfiava le fatture per consegne effettivamente effettuate. Aumenti del 30-40 per cento. La prima, in concorso con il titolare Daniele Rossi, ha permesso a Giannetti - secondo gli inquirenti - di incassare 169.980 euro, l’altra più o meno ha gonfiato, in concorso con l’amministratore Federico Conti, di 52.700 euro quanto effettivamente speso. La fratelli Rossi ha battuto cassa con 6 fatture tra il 21 agosto 2008 e il 6 luglio 2010; la Grafiche Conti invece con 8 fatture dal 9 giugno 2009 al 21 settembre 2010. In nessuno dei documenti è stato trovato il timbro dell’ufficio tecnico dell’Asl che certificasse sia il sopralluogo per verificare l’effettivo bisogno dei lavori di restyling (o di fornitura di materiali) sia l’avvenuta realizzazione (o consegna).

I calcoli li hanno fatti gli uomini della guardia di finanza, anzi quelli del Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Massa-Carrara guidati dal tenente colonnello Adriano Lovito. Tre militari che per quattordici mesi hanno spulciato i bilanci dell’Azienda sanitaria apuana. Mettendosi le mani nei capelli quando si imbattevano negli errori più macroscopici - che però nessuno dei controllori ha visto - oppure aguzzando l’ingegno quando scoprivano i marchingegni di ammortamento più sofisticati. Come quello di considerare immobili di proprietà dell’Asl1in fase di costruzione e caricando i costi dentro questa scatola cinese. Sofisticato, ma che si scopriva facendo un po’ di attenzione.

C’è poi l’altro sistema, in parte già confessato da Giannetti, che l’ex direttore amministrativo aveva per accumulare denaro. Quello degli assegni circolari, quasi tutti ritirati da persone di fiducia di Giannetti. La maggior parte ruotano attorno ad allevatori di cani di razza kurzhaar, vera passione di Giannetti, ma non solo. La guardia di finanza ne ha scoperti più di trecento (333) per l’esattezza. Una ventina i nominativi più ricorrenti, tra questi - quelli che sembrano maggiormente coinvolti, si trovano le otto persone denunciate e quindi finite nell’inchiesta. La loro posizione verrà valutata nella seconda fase. La nota più curiosa, visto che le fiamme gialle hanno potuto andare indietro di dieci anni, gli altri erano prescritti, è che l’impennata di assegni circolari si ha tra gli anni 2000 e soprattutto 2001. Sono persone legate all’ex direttore amministrativo, lunigianesi ma non solo. A volte Giannetti inviava persone di fiducia in giro per l’Italia (in Veneto, Emilia-Romagna ma perfino in Ciociaria) per intascare le somme. Importi che sfiorano i trentamila euro in molti casi, in altri invece non arrivano a mille. Tra le 152 pagine dell’ordinanza è tutto indicato, materiale che verrà sviluppato dalla procura nella seconda fase annunciata dal capo Aldo Giubilaro.

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di Redazione web