Il Tirreno

Contro il colosso Cina la sfida è sulla qualità

di Cinzia Carpita
Contro il colosso Cina la sfida è sulla qualità

Stone Sector: paese asiatico in testa per import di marmi ed export di graniti Il fenomeno Russia: acquista lavorati di pregio e costruisce più case

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CARRARA. Il commercio mondiale di prodotti lapidei sta aumentando dal 2009 nonostante la frenata dell’edilizia in molte aree del globo a seguito delle crisi economiche dilaganti. L’export mondiale è aumentato del 6,8% in valore fra il 2009 e il 2011 e le performance maggiori sono quelle della Cina, che ha il primato delle importazioni di marmo grezzo e lavorato (con un più 4,51% contro il meno 11,61 dell’Italia): questo, secondo Stone Sector, il Rapporto annuale sul comparto a cura della Imm, presentato ieri a Carrara Marmotec da Manuela Gussoni.

Se la Cina è leader nell’import di marmi, la Turchia è stato nel 2011 il maggiore esportatore di marmi lavorati e grezzi anche se la variazione percentuale positiva più elevata 2010-2011 resta quella della Cina che secondo lo studio della Imm, conferma i minori costi del lavoro e il fatto di avere saputo sfruttare meglio le opportunità del mercato globale trovandosi ora la centro di un sistema integrato mondiale.

Anche per quanto riguarda il granito la Cina è al top delle esportazioni, mentre al primo posto nelle importazioni ci sono gli Stati Uniti. L’Italia, che comunque si difende abbastanza bene, esporta maggiormente blocchi e lastre.

La mappa della competitività internazionale sul mercato dei lapidei, indica che la Cina detiene il 33% della quota di mercato (+ 8,29% rispetto al 2010) e al secondo posto c’è l’Italia con il 14 per cento, anche se la variazione degli ultimi due anni è stata del meno 1,1%. Al terzo posto la Turchia (quota dell’11 per cento, variazione del meno 4,4).

Nel commercio mondiale di blocchi e lastre di marmo e granito, i primi tre in classifica sono sempre Cina, Italia e Turchia. Fanalini di coda Portogallo (in recessione) e Iran (dove ci sono restrizioni commerciali). C’è un boom di Singapore con un esorbitante più 139% ma secondo l’analisi della Imm, non ci sono dati certi.

Nel commercio dei lavorati, in valore, ritroviamo ancora la Cina con un più 15% seguita da Usa, Italia (4.6) e Turchia.Nell’export di granito in blocchi e lastre la Cina è terza ma con una super impennata. Ed è prima nei graniti lavorati.

C’è poi il fenomeno Russia (che ha ridotto le tariffe doganali): più 21,5% in valore su import-export di lavorati, anche se per le quantità non è ai livelli di altri Paesi. Ma importa molti lavorati pregiati di marmo attestandosi all’ottavo posto su 15 Paesi, con un più 25,4%: parliamo di 81mila tonnellate contro le 845mila importate dagli Usa (+ 4,3%) ma è comunque una Russia (i cui magnati frequentano anche il litorale apuoversiliese) ritenuta interessante e che sta crescendo anche come import di blocchi e lavorati di granito. Nella Federazione Russa cresce l’edilizia: nel 2011 le nuove abitazioni sono aumentate del 10% dal 2010. Tuttavia è la Cina a registrare le prospettive di crescida più allettanti per il settore: il bene casa è diventato un investimento da parte della classe sociale più ricca.

Il presidente di Carrarafiere, Giorgio Bianchini, dice che la Germania è stata molto previdente nel capire che il baricentro del lapideo si spostava sulla Cina: «Dovremmo non solo avere rapporti diretti con la Cina, ma anche cooperare con i tedeschi. La Cina ha dato a tutto il mondo una forte spallata, perciò non dobbiamo dormire ma competere sul fronte della qualità e del design, evitando di fare guerre sui prezzi perché contro la Cina perdiamo. Dobbiamo curare il post-vendita, gestire bene il cliente. La crisi dura da 4 anni e tre mesi, ora bisogna girare l’angolo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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