Finanza
Tre arresti eccellenti, ma non è finita
Falso in atto pubblico: ai domiciliari gli ex dg Delvino e Scarafuggi, in carcere invece l’ex direttore amministrativo Giannetti
MASSA. L’indagine sul buco dell’Asl non finisce con i tre arresti - in carcere l’ex direttore amministrativo Ermanno Giannetti e ai domiciliari i due ex direttori generali Alessandro Scarafuggi e Vito Antonio Delvino - e le undici persone denunciate e iscritte nel registro degli indagati per aver spalleggiato le distrazioni di denaro di Giannetti. Questa, come hanno detto gli inquirenti, era soltanto la prima fase. «Non chiamatelo livello - precisa il procuratore capo Aldo Giubilaro -, perché si tratta di una fase. Vuol dire che l’inchiesta non salirà di livello ma proseguirà. Controlleremo persone che lavorano per l’Asl e persone esterne che avevano compiti legati al bilancio». Alla domanda se l’inchiesta toccherà anche Firenze e quindi la Regione, il procuratore capo taglia corto: «Firenze, Velletri, Canicattì: ovunque è stato messo mano al bilancio dell’azienda sanitaria di Massa noi andremo a fare le verifiche».
La seconda fase, anche se la tentazione di chiamarlo livello è forte, è partita da mesi, da quando cioè Giubilaro e il suo sostituto Alberto Dello Iacono hanno presentato le richieste di custodia cautelare al giudice per le indagini preliminari Giuseppe Laghezza. Era il 10 gennaio. Da allora fanno intendere gli inquirenti di passi avanti ne sono stati fatti. «Non escludo l’iscrizione nel registro degli indagati di altre persone, così come non escludo che faremo ulteriori richieste di custodia cautelare. Al momento no, ma abbiamo intenzione di proseguire. Le carte in nostro possesso sono tante e dobbiamo avere il tempo di consultarle per bene, ricostruendo tutti i passaggi che le hanno generate».
La chiosa del procuratore, oltre che a un elogio al suo collaboratore più stretto in questo mastodontico lavoro, il sostituto Dello Iacono, e alla Guardia di finanza (rappresentata dal comandante provinciale Giuseppe Autuori e dal tenente colonnello Adriano Lovito) è legata alla prima obiezione che fanno tutti alla notizia degli arresti per il buco dell’Asl: «Dite che è passato troppo tempo dall’iscrizione nel registro degli indagati ai provvedimenti cautelari? La guardia di finanza ha consegnato alla procura il risultato degli accertamenti a ottobre 2011, noi a dicembre abbiamo concluso la prima fase e a gennaio 2012 abbiamo chiesto gli arresti. Il gip si è trovato otto faldoni sulla scrivania e li ha dovuti consultare attentamente. Nel frattempo ha sbrigato tutto il lavoro quotidiano. Se ci pensate bene vedete bene che poi abbiamo impiegato il tempo che ci voleva». Giusto una battuta per spiegare gli ultimi dettagli degli arresti avvenuti all’alba e poi si torna a lavorare. La seconda fase potrebbe regalare sorprese anche più clamorose di questa.
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