La manifestazione
«No alla centralina sull’Osca»
Anche Legambiente è contraria all’impianto idroelettrico nel torrente di Tresana
TRESANA. Dopo che è stato paventato un ricorso al Tar contro la realizzazione di una centrale idroelettrica sul torrente Osca, ora a esprimere forti perplessità sul progetto è Luigi Ringozzi di Legambiente Lunigiana, il quale chiede agli organi competenti «la sospensione dell’iter procedimentale e, al tempo stesso, la nomina di una commissione che esamini gli aspetti critici finora emersi. A oggi non si intravede una sostenibilità del progetto. Quello che sulla carta parrebbe compatibile - prosegue l’esponente di Legambiente Lunigiana - si scontra con il vissuto e la memoria degli abitanti di Tresana, che ben conoscono il torrente e pongono diverse domande. Innanzitutto la portata è calcolata su stime di bacino, quindi è poco credibile; inoltre, l’esecuzione dei lavori andrà a incidere sull’alveo, difficilmente rispettandone la sua naturalità; il tutto in presenza di scarichi fognari che elevano la criticità dell’intervento, pur con il deflusso minimo vitale, garantito dall’Autorità di bacino. Riesce, quindi, difficile pensare a una condivisione sociale del progettoche la popolazione rigetta e non intende subire». Pertanto, Ringozzi fa notare che la stessa Agenzia regionale per la protezione ambientale, nell’ambito della Conferenza dei servizi, esprime un parere «sostanzialmente dubbioso circa i costi e i benefici dell’opera di captazione, evidenziando la necessità di approfondire la sostenibilità complessiva e le possibili alternative».
Ricordiamo che la possibilità di adire al Tar contro la centrale idroelettrica è stata ipotizzata, la scorsa settimana, nel corso di una assemblea pubblica che si è tenuta in una affollata sala consiliare, con i residenti di Tresana sul piede di guerra contro questo progetto, che prevede, a quanto pare, lo sfruttamento per un tratto di circa due chilometri delle acque del torrente attraverso l’utilizzo di una tubazione del diametro di circa 90 centimetri. La prima mossa adottata è stata la sottoscrizione di una petizione, già inviata alle autorità competenti tra cui il sindaco Oriano Valenti. E quest’ultimo avrebbe espresso parecchie perplessità sul piano, così come la commissione consiliare preposta, presieduta da Ernesto Ciro Ciri dell’opposizione.(g.u.)
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