Il Tirreno

Muore precipitando nella scarpata

di Fabrizio Palagi
Muore precipitando nella scarpata

Un 64enne polacco residente a Tavella si stava recando da un conoscente quando è scivolato battendo la testa

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TRESANA. Scivola mentre sta percorrendo un piccolo sentiero tra la vegetazione, per poi rotolare qualche metro nella sottostante scarpata: una caduta di qualche metro, finita tragicamente contro uno spuntone di roccia che non ha lasciato scampo al 64enne Marek Chlebowicz, polacco di origine e lunigianese di adozione dato che da alcuni anni risiedeva nella minuscola frazione di Tavella, poco distante da quella più popolosa di Giovagallo, nei monti del Tresanese.

Il cadavere dell’uomo è stato rinvenuto ieri mattina attorno alle 11 da un vicino di casa, allarmato dal fatto che Chlebowicz non si era più visto in giro, contrariamente alle sue abitudine mattiniere e di buon camminatore tra i boschi.

Il 64enne, al momento dell’incidente, indossava degli zoccoli tipo quelli usati in ospedale: ciò fa supporre che, considerato il terreno assai scosceso in cui è stato ritrovato, il polacco abbia perso accidentalmente l’equilibrio, rovinando poi nella scarpata che costeggia il sentiero.

Pare che Chlebowicz si stesse recando da un conoscente che abita poco distante, magari per trascorerre un po’ di tempo assieme dato che, attualmente, la sua compagna, una cittadina tedesca, è in Germania.

Marek Chlebowicz abitava da tempo in Lunigiana dopo essere andato in pension. Aveva, dicono i vicini, la passione della fotografia di certo coltivata fin dai tempi in cui svolgeva in Polonia la professione di giornalista.

Marek era molto conosciuto in zona e anche molto rispettato. Non dava fastidio a nessuno, parlava con tutti e gli piaceva il territorio che percorreva spesso a piedi, logicamente indossando scarpe adeguate. E proprio il fatto delle calzature che portava al momento dell’incidente lascia supporre che Marek voleva percorrere un tragitto breve, appunto quello che divideva la sua abitazione da quella di qualche vicino.

Secondo i primi rilievi effettuati dai carabinieri, la morte risaliva ad alcune ore prima, forse alla sera precedente, visto che accanto al cadavere è stata rinvenuta un torcia elettrica e una bottiglia.

Forse Marek intendeva dividerla con qualche conoscente per trascorrere la serata. Da qui le calzature indossate, da lui ritenute sufficienti a percorrere una breve distanza.

Il cadavere di Chlebowicz è stato recuperato non senza difficoltà dai vigili del fuoco di Aulla, intervenuti in tarda mattinata su richiesta dei sanitari del 118. Il corpo è stato imbracato e poi issato sul sentiero e quindi trasportato a braccia fino alla strada più vicina.

Il cadavere è stato infine trasportato all’obitorio di Fivizzano a disposizione del magistrato. Pare che le cause della morte siano state ritenute puramente accidentali e quindi non dovrebbero essere eseguiti esami autoptici.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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