Il Tirreno

Fissato l’incontro della speranza

Fissato l’incontro della speranza

Nca a Roma l’11 giugno, la rsu concede alla dirigenza di rientrare ma Rc avverte: no alla liquidazione

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CARRARA. E' arrivata ieri in mattinata la convocazione ufficiale per il nuovo incontro al ministero dello Sviluppo sulla vertenza Nca: l'appuntamento è stato fissato per lunedì 11 giugno (alle ore 14) e segnerà un nuovo delicatissimo passaggio per il futuro del Cantiere navale di Marina di Carrara.

In quell'occasione la delegazione del territorio apuano, composta da istituzioni, sindacati e lavoratori, avrà una nuova chance di dire la sua sulle sorti dell'azienda, nel tentativo di tutelare in primis gli attuali livelli occupazionali: non solo, proprio nel corso di quell'appuntamento Invitalia dovrebbe infatti rivelare i dettagli sulla ancora misteriosa manifestazione di interesse di una cordata di privati. Intanto l'annuncio della data del tavolo ha già avuto un primissimo effetto, quello cioè di rasserenare il clima tra maestranze e dirigenza: martedì e mercoledì infatti i vertici del cantiere non si erano recati in sede, su invito dei lavoratori, per non alimentare le tensioni con i lavoratori che nel corso dell'assemblea di lunedì li avevano sfiduciati in blocco.

Ieri la schiarita: «In virtù della convocazione riteniamo di poter far rientrare la dirigenza», hanno detto le rsu.

Intanto le iniziative dei lavoratori proseguono su altri due fronti: alla volta di Palazzo Ducale è partita infatti una richiesta per la convocazione in tempi rapidissimi di un tavolo istituzionale con l'obiettivo di definire una strategia comune in vista del nuovo confronto con il governo.

Nel frattempo le segreterie dei sindacati confederali e di categoria sono state sollecitate ad attivarsi per organizzare uno sciopero generale che coinvolga tutti i lavoratori della provincia di Massa-Carrara, in modo da dare ulteriore forza alla vertenza Nca.

Rifondazione: no alla liquidazione. «Il rifiuto da parte di Invitalia, proprietaria di Nca, di avvalersi dell'opzione per costruire la seconda nave delle Ferrovie dello Stato (Rfi), esplicitato al tavolo Ministeriale tenutosi venerdì 18 maggio a Roma, dimostra, qualora ce ne fosse ancora bisogno, la pervicace volontà della proprietà di volere a tutti i costi la liquidazione del Cantiere Navale nei termini già previsti, il 31 dicembre 2012, dallo sciagurato “Accordo di Programma” imposto sotto ricatto nel 2012.»: a sostenerlo è Pierpaolo Marchi a nome della segreteria provinciale di Rifondazione comunista. « Le motivazioni addotte, 5 milioni di euro di disavanzo negativo sulla nave, sono solamente una scusa ipocrita: è noto a tutti che, in fase di stipula contrattuale su navi gemelle, la cifra richiesta per l'appalto complessivo è minore di quella richiesta per la somma di due singole costruzioni, in quanto è con la nave gemella, in funzione dell'esperienza acquisita e della minor spesa per disegni e fasi tecniche, che si ammortizzano gli eventuali disavanzi della prima. Ma anche qualora un disavanzo dovesse esserci, rammentiamo a tutti che Invitalia, che ha tra gli obbiettivi la valorizzazione delle potenzialità dei territori, è un emanazione dello Stato e che lo Stato dovrebbe valutare in maniera complessiva la situazione».

E aggiunge: «Sotto questo profilo l'eventuale perdita risulterebbe quasi un investimento dal momento che con un paio di milioni di euro se ne farebbero “girare” oltre cinquanta, oltre all'ingente risparmio di denaro pubblico generato dal non dover ricorrere agli ammortizzatori sociali». Marchi fa durissime critiche nei confronti del Sottosegretario allo Sviluppo Economico, De Vincenti, definito «allucinante e offensivo all'intelligenza». Scrive Marchi: «Affermare di “voler tutelare i soldi dei contribuenti” lui che percepisce 20.000 euro al mese ed in un contesto nazionale di prechi per decine di miliardi di euro di soldi pubblici, a cominciare dall'appalto a società estere per gli F-35, e riferire che stanno valutando l'acquisto di Nca da parte dei privati, senza peraltro essere in grado di dire chi sono questi imprenditori, e promettere tutele sociali e ricollocazione a lavoratori, senza nemmeno sapere che l'età media degli stessi è di 40 anni, in una provincia disastrata come la nostra dove ci sono lavoratori che dal 1997 attendono di essere ricollocati, sfiora la presa per i fondelli». E ancora: «Questo sottosegretario fa parte di un Governo Tecnico, ma nessuno deve dimenticare che questo Governo esercita la sua funzione in virtù di un sostegno politico, e nessuno dei partiti politici che lo sostengono potrà lavarsene le mani e far finta di niente quando i Lavoratori Nca e le loro famiglie verranno gettati in mezzo alla strada. Le soluzioni per Nca e per la Cantieristica Italiana sono solo politiche e non tecniche, a cominciare dal rilancio del progetto delle “Autostrade del mare”», conclude Marchi. (c.ch.)

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