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la risposta

«Servono più collaborazione dai privati e nuovi hotel»

 Chiamati in causa per la “fuga” dei turisti dagli appartamenti per le vacanze, amministratori e associazioni di categoria rispondono alle lagnanze che arrivano dalla costa. «Il problema esiste...

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MASSA. Chiamati in causa per la “fuga” dei turisti dagli appartamenti per le vacanze, amministratori e associazioni di categoria rispondono alle lagnanze che arrivano dalla costa.

«Il problema esiste ed è condivisibile - spiega Umberto Sarto, vicedirettore di Ascom Confcommercio - ma creare un pacchetto è complicato. L’80 per cento degli ombrelloni e delle cabine negli stabilimenti balneari sono affittati a chi ha la seconda casa di proprietà al mare. Poi ci sono i posti destinati ai clienti degli alberghi. Rimane solo una piccola percentuale da dedicare al turista che alloggia in un appartamento in affitto. Non lo nego, manca un sistema turistico e la colpa è di tutti: dell’amministrazione che non c’ha creduto, e degli operatori che di conseguenza hanno un po’ allentato la presa».

«Il male del nostro territorio è che riversiamo le colpe sugli altri: cominciano a pensare a cosa può fare ciascuno di noi, prima di dire cosa deve fare l’altro», spiega l’assessore provinciale al turismo, Sara Vatteroni. Che porta come esempio il progetto di accoglienza diffusa studiato da Provincia, camera di commercio e Apt nel 2009, un portale istituzionale dove le agenzie immobiliari, dietro registrazione, pubblicavano le offerte di appartamenti. «È stato un fallimento - spiega l’assessore – perché ha risposto solo un’agenzia. Sono favorevole a impegnare soldi pubblici per agevolare un privato se c’è un ritorno economico per il territorio, ma ci vuole la collaborazione di tutti».

E, soprattutto, servono gli strumenti per fronteggiare i cambiamenti del mercato. «Oggi i turisti si fermano pochissimi giorni – spiega Vatteroni – dunque è inutile che si convertano le strutture alberghiere in spazi abitabili. Servono alberghi, non case, e alberghi medio grandi in grado di ospitare i gruppi, ad esempio, del turismo sociale. La conversione immobiliare non va fatta passare per politica pro turismo».

Favorevole alla collaborazione tra pubblico e privato anche l’assessore comunale al turismo, Carmen Menchini. «Gli operatori hanno tutta la facoltà di creare pacchetti – spiega – e mettersi d’accordo tra di loro su formule per incentivare le presenze. Come Comune abbiamo aderito alla campagna provinciale “Aperti per tutti”, per la promozione del territorio. È un indirizzo, poi però ci vuole l’iniziativa privata».

Una soluzione andrà per forza trovata. La camera di commercio ha registrato che dagli anni Sessanta al 1981 le presenze turistiche in terra apuana sono state in costante crescita, oltre i 2,5 milioni. Nel 2011 sono state 1,2 milioni, la metà, con una perdita, negli ultimi dieci anni, stimata in 500 milioni di euro. (f.f.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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