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il caso

«Rapito un bimbo», ma era falso allarme

MASSA. L’allarme arriva con una telefonata: «È sparito un bambino dalla carrozzina, se lo sono portato via degli sconosciuti». Ore 11 di ieri mattina. La chiamata è diretta alla nostra redazione e al...

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MASSA. L’allarme arriva con una telefonata: «È sparito un bambino dalla carrozzina, se lo sono portato via degli sconosciuti». Ore 11 di ieri mattina. La chiamata è diretta alla nostra redazione e al centralino del 113, giornalisti e poliziotti si preparano ad affrontare un giallo da brividi. Invece, per fortuna del bimbo e della sua famiglia, era un falso allarme. Ma davvero strano, molto strano.

Andiamo con ordine. Siamo in viale Roma, all’altezza del Tennis road. Alcune signore passeggiando notano una carrozzina nei pressi di un bidone della spazzatura. Subito pensano che sia stata buttata da qualcuno che non ne aveva più bisogno e che non sapeva come fare per disfarsene, ma poi si avvicinano e notano che è praticamente nuova. Non solo: dentro c’era ancora il lenzuolino e soprattutto un pacco di biscotti, cominciato da poco. «Il bambino era lì fino a poco tempo prima», pensano. «Forse lo hanno portato via o peggio ancora lo hanno buttato nel cassonetto», si convincono.

Nessuno ha il coraggio di aprire il contenitore della spazzatura e così le donne chiamano la polizia: «Aiuto, è scomparso un bambino». L’operatore al centralino calma le signore e si fa spiegare dove si trovano. Intanto la volante comincia a correre a sirene spiegate in viale Roma. In strada si forma un capannello di persone, qualcuno decide di telefonare al nostro giornale per chiedere se sappiamo del bimbo scomparso. E così anche in redazione cresce il fermento e corre il fotografo a immortalare quella che si prospetta come una notizia davvero tragica.

Invece con il passare dei minuti la notizia si sgonfia e assume i contorni della leggenda metropolitana, che nel frattempo ha fatto il giro della città però. La carrozzina con tutta probabilità è stata abbandonata perché non serviva più. Le donne però si sono giustamente attivate perché a chiunque quella scena avrebbe fatto nascere il sospetto di una situazione poco chiara.

Alla fine tutto è bene quel che finisce bene, certo non si capisce il nervosismo nei confronti della stampa che stava facendo soltanto il suo lavoro.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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