Sicurezza
«Non so dove fare dormire mia moglie e i miei 4 figli»
Il dramma di un padre egiziano senza lavoro e senza casa: andrò sotto il Comune La replica dei Servizi sociali: li aiutiamo dal 2005, e hanno rifiutato un alloggio
CARRARA. Parla con le lacrime agli occhi. È padre di quattro bambini, tre con gravi problemi di salute e non ha più la casa. Lo sfratto gli è arrivato proprio ieri e ora lui non sa dove andare a dormire.
È la storia di un egiziano di 42 anni, a Carrara dal 2005, quando, con l’aiuto del Comune fece operare la figlia all’ospedale di Bologna, per una grave forma di scoliosi.
«Nel 2008 sono venuti qui anche mia moglie e gli altri miei figli - racconta - Io ho fatto ogni tipo di lavoro, da ultimo il pescatore sulle barche. Ma a causa di problemi di salute sono stato licenziato: non ho più trovato nulla, ho cercato qualsiasi impiego, e sono pronto anche a farmi pagare la metà dei salari normali. Ma non c’è stato nulla da fare. Adesso, è arrivato anche lo sfratto: non so proprio cosa fare. Ho un figlio che, dopo un intervento chirurgico si muove ancora con le stampelle, non abbiamo un posto dove andare. Mi vergogno a finire sui giornali, ma ormai la disperazione è davvero grande. Io sono qui a raccontare la mia storia. Mia moglie in questo momento sta camminando, senza meta: cerca anche lei una soluzione. Va a finire che sarò costretto a prendere qualche coperta e a venire a dormire sotto il Comune».
La storia di questo padre di famiglia egiziano ha le tinte del dramma.
«Io penso alla mia famiglia, noi vogliamo solo stare uniti, in modo dignitoso - conclude - Io sono pronto a fare di tutto, ma non posso guardare in faccia i miei figli e portarli a dormire per strada».
Al padre egiziano rispondono, a distanza, dai Servizi sociali del Comune. E danno la loro versione dei fatti, sottolineando che, in quanto ad aiuto, quella famiglia ne avrebbe e ne ha parecchio da parte dei servizi.
«Questa famiglia - spiegano dai Servizi sociali - è aiutata dal 2005. Il padre ha fatto operare la figlia a Bologna e il Comune per alcuni anni gli ha lasciato la casa gratuitamente, all’ex San Giacomo. Poi avevamo trovato, insieme all’allora assessore Bernardi, un’altra sistemazione per loro, in via Garibaldi a Marina di Carrara, ma proprio il padre l’ha rifiutata».
«Noi continuiamo ad occuparci dei minori, ossia dei figli dell’egiziano che vengono seguiti gratuitamente ai nostri doposcuola - continuano dai Servizi sociali del Comune - Per la famiglia abbiamo già fatto parecchio, e, questo è bene sottolinearlo, da parte loro non è stata mai fatta la domanda per la casa popolare».(a.v.)
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