Il Tirreno

In anteprima da Nicoli le opere di Aida

In anteprima da Nicoli le opere di Aida

La grande artista islamica dopo aver conosciuto la manager degli studi è passata alla scultura

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CARRARA. Per 14 giorni a partire da oggi si accendono luci dedicate sulla piazza XXVII Aprile a Carrara, luci soffuse sugli antichi Laboratori Artistici Nicoli, per un ambiente magico e suggestivo. Il clou si avrà il 1° giugno alle ore 21 in un incontro con l'artista organizzato con il Comune di Carrara e la Federazione Italiana Clubs e Centri Unesco. La grande artista islamica Aida ha accettato di mostrare in anteprima per il pubblico di Carrara Marble Weeks una parte del vasto progetto artistico che svelerà al pubblico internazionale solo nell'autunno prossimo.

Cuore del Centro-Asia, oggi l'Azerbaidjan è sempre più nel mirino dei media e dei telegiornali internazionali per l'instabilità politica e per i forti interessi economici, ma in fondo resta un paese remoto e segreto. Ed Aida porta le origini azere come un marchio a fuoco. L'Azerbaijan era stato assorbito e incamerato dall'Urss che vi aveva subito impiantato numerose industrie estrattive, facendone oggi un paese ricchissimo. Ma il blocco sovietico e il suo schietto materialismo - come osserva in una presentazione dell’evento Francesca Nicoli, manager degli storici studi d’arte - «tenevano sotto coperchio l'antichissimo sostrato culturale della millenaria civiltà islamica. E quindi la calma liturgia di queste opere profondamente spirituali ed ispirate da una fede vera, benché critica e non di rado irriverente, sono ieratiche, preziose e minimali, fortemente simboliche. Sono più che eloquenti il burka, il Corano, il rosario, la preghiera, ma anche il minareto o la forma esoterica di Kaaba, con le sue letture devianti. La rivendicazione di diritti alle minoranze, incluse le differenze di genere, resta la lente di ingrandimento su quelle culture che non intendono cedere ad un'integrazione forzosa, né perdersi nel qualunquismo di uno stile internazionale buono a tutti gli usi e privo di una vera identità».

Dopo avere conosciuto Francesca Nicoli, Aida, proveniente dalla performance, dalla video-istallazione e dalla fotografia, ha deciso di incarnarsi in una realtà più solida. «Sul corpo della donna - osserva la Nicoli - il velo nasconde l'individuo, oblitera la persona, rende più facile calarsi nella lettura del libro sacro. Adepte ai misteri, le donne velate e senza nome trattengono oggetti preziosi dagli usi e dai significati imponderabili, strani oggetti di origine divina, che alludono ad una sensualità solo insinuata».

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