Proteste
Pignone, sei quesiti da Firenze
Il difensore civico regionale fa propri i dubbi sull’insediamento: collaudo, inquinamento, Sin, Vas
CARRARA. Anche il difensore civico della Toscana Lucia Franchini interviene presso tutti i soggetti competenti per chiedere chiarimenti sull’iter autorizzativo e sui possibili rischi per la salute derivanti dal nuovo insediamento industriale aperto dal Nuovo Pignone in viale Zaccagna; lo fa attraverso una comunicazione di quattro pagine indirizzata, tra gli altri, al sindaco Angelo Zubbani, al Presidente della Provincia Osvaldo Angeli, all’assessore regionale all’assetto del territorio Anna Marson, a quello all’ambiente Anna Rita Bramerini, all’Autorità di Bacino, all’Ato, all’Arpat, al Genio Civile, al Distretto Idrografico dell’Appennino, all’Asl 1 e a David Chiappuella, portavoce carrarese di Futuro e Liberta, partito che per primo aveva denunciato i rischi ambientali legati alla nuova fabbrica, anche grazie ad un’interrogazione parlamentare presentata lo scorso 26 settembre dai deputati Fabio Granata e Enzo Raisi che la Franchini allega alla sua lettera. La missiva, del 17 maggio - oggetto il “Nuovo insediamento industriale del Nuovo Pignone ad Avenza” - rivolge ad autorità ed enti pubblici sei quesiti ben precisi, formulati sulla base di una segnalazione prodotta all’ufficio del difensore civico regionale, che in sostanza il difensore civico fa propria e rilancia.
La Franchini ripropone quindi in primo luogo una richiesta di “maggior chiarezza” sulle attività del Pignone a Carrara, con specifico riferimento al collaudo delle gigantesche turbine a gas metano destinate all’Australia “e alle conseguenze in termini di inquinamento che ne possono derivare”. Ricorda che «Viene espressa preoccupazione per le modalità di effettuazione dei test, con combustione di 1.200.000 metri cubi di gas metano al giorno ed il conseguente “rilascio di sostanze tossiche quali ossidi di azoto, ossido di zolfo, monossido di carbonio, anidride carbonica, metalli pesanti, idrocarburi policromatici oltre a grandi quantità di polveri”.
La Franchini fa proprio e formula un quesito anche in merito alle autorizzazioni per le nuove attività del Pignone, facendo propria la domanda su come sia stato possibile per la società iniziare i lavori di insediamento ad Avenza molti mesi prima della sottoscrizione del protocollo di intesa con gli enti pubblici e senza “avere neppure certezza del buon esito del progetto proposto”. Fecendo riferimento alla legge regionale 10/2010, che dispone di sottoporre a procedura di verifica di assoggettamento alla valutazione di impatto ambientale (Via) i progetti relativi a banchi di prova per motori, turbine e reattori quando l’area impegnata supera i 500 metri quadrati, il difensore civico chiede di accertare se la nostra Provincia abbia posto in essere tale procedura.
Ricordando come il Comune di Carrara abbia deciso di licenziare la variante urbanistica per questa nuova fabbrica escludendo la valutazione ambientale strategica (Vas), la Franchini ricorda che la citata legge regionale impone che siano “obbligatoriamente soggetti a Vas” i progetti sottoposti a procedura di assoggettabilità a Via. Il difensore sollecita anche spiegazioni in merito allo sblocco dell’area retroportuale marinella, collocata nel Sin ed occupata in parte dal nuovo stabilimento, che sarebbe stato inaugurato senza che “fossero preventivamente effettuati gli interventi di bonifica del solo e delle acque sotterranee”. Oltre al retro porto, finisce nel mirino anche l’area Yard, su cui il regolamento urbanistico vigente ammetterebbe “solo attività artigianali e industriali di tipo non inquinante”. E dunque non anche l’attività di collaudo di maxiturbine a metano. Il difensore civico conclude confidando nella collaborazione di tutti «per acquisire informazioni in merito alla procedura di approvazione e per avere conferma della regolarità di tutte le attività poste in essere».
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