Finanza
Il Comune dona l’ossario per Nara e Mattia
Le ceneri della mamma e del bambino morti nella frana di Lavacchio riposeranno al Mirteto
MASSA. Le ceneri di Nara Ricci e del figlioletto Mattia Guadagnucci riposeranno al cimitero di Mirteto in una cella ossario donata dal Comune di Massa. La giunta ha esaudito così il desiderio di Antonio Guadagnucci di riunire le ceneri della moglie Nara e del figlio Mattia, morti il 31 ottobre 2010 nella loro casa di Lavacchio travolti da una frana.
Il desiderio di dare alla moglie e al figlio un posto tutto loro dove riposare, un posto dove poterli piangere dopo una tragedia che ha sconvolto una famiglia e ha segnato una cicatrice permanente nella vita di tutta la comunità.
Mattia aveva appena due anni, la mamma trentanove. Erano a letto quando la montagna franò sulla loro casa, sfondando il tetto e soffocando la stanza di fango e massi.
Babbo Antonio, quarantotto anni, si trovava nel bagno. Cercò disperatamente di aprirsi un varco nella camera da letto, scavando a mani nude fino a farle sanguinare per mettere in salvo la moglie e il figlio, ma invano. Solo dopo sei ore i soccorritori riuscirono a farsi largo tra il fango e i detriti e trovarono Mattia stretto forte al petto della mamma, l’ultimo disperato tentativo di Nara di proteggere il suo piccolo.
Insieme al babbo, si è salvata la figlia più grande, Michela, di quindici anni, risparmiata da quell’orrore perché quella sera era fuori per una festicciola di Halloween.
Dopo la tragedia, la famiglia ha deciso per la cremazione ma il cimitero di Mirteto non aveva ancora posti a disposizione per ospitare le urne con le ceneri. Che, perciò, erano state messe temporaneamente nel loculo che ospita il nonno di Mattia, Adelmo Guadagnucci.
Adesso che i lavori al cimitero sono finiti e le celle ossario sono disponibili, il Comune ha deciso di accollarsi le spese per la tumulazione delle ceneri di Nara eMattia, «considerata la speciale situazione tragica che ha colpito la famiglia Guadagnucci e ferito tutta la città», scrive la giunta nella delibera assunta all’unanimità l’11 maggio scorso.
«Era doveroso da parte nostra», spiega l’assessore Gabriella Gabrielli, che per il Comune ha seguito la vicenda. «Per quella tragedia non ci sono parole né risarcimenti - prosegue - ma la famiglia ha chiesto l’unificazione delle ceneri e, in primis il sindaco, e poi tutta la giunta, si sono adoperati per donare l’ossario».
Il trasferimento delle ceneri avverrà in forma privata.
Francesca Ferri
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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