Proteste
Buco Asl, spunta un terzo indagato
In procura bocche cucite sul suo nome. L’accusa è quella di peculato e falsificazione di documenti
MASSA. C’è un terzo nome iscritto nel registro degli indagati per l’inchiesta che la procura di Massa-Carrara sta conducendo sul buco milionario dell’Asl apuana. Impossibile sapere dagli inquirenti chi è, ma anche lui aveva dei compiti di controllo dei bilanci dell’azienda sanitaria. Novità dovrebbero esserci nel giro di un paio di settimane. Ma non dipende soltanto dal procuratore capo Aldo Giubilaro e dal sostituto Alberto Dello Iacono.
In particolare sembrano delinearsi le posizioni degli altri due indagati: l'ex direttore generale della Asl 1 Antonio Delvino e l'ex direttore amministrativo Ermanno Giannetti, che tra l'altro fu licenziato dall'azienda a seguito dello scandalo. Un primo filone dell'inchiesta riguardò l'ipotesi di peculato per centinaia di assegni che uscivano dall'azienda pubblica e con i quali venivano acquistati gioielli, orologi preziosi, cani di razza, auto e abbonamenti per lo stadio. Ed è proprio questo a essere in una fase avanzata. Più indietro invece l’altra tranche che riguardava la truffa.
I tre indagati dovranno rispondere, a breve, anche su una serie di documenti trovati dalla guardia di finanza e ritenuti contraffatti da chi conduce le indagini. Pezze d’appoggio, come si dice in gergo, per certificare spese in realtà mai avvenute, oppure che non dovevano essere fatte. E che hanno contribuito a creare la voragine.
Chi si aspettava un livello politico dell’inchiesta, quindi forse rimarrà deluso da questa novità. Anche il terzo uomo individuato da Giubilaro e Dello Iacono è un tecnico, di livello inferiore sia di Delvino sia di Giannetti. Ma non è detto che non spuntino altri personaggi coinvolti in questo scandalo dai contorni ancora non delineati completamente.
L’impressione però è che la svolta sia davvero vicina, lo si capisce anche dal tono usato da chi sta indagando per dire che al momento non ci sono novità.
Ma le novità ci sono - il terzo nome iscritto nel registro degli indagati - e soprattutto c’è il desiderio in procura di dare una risposta a quanti chiedono ai magistrati perché non fanno niente contro chi ha creato il buco. In realtà l’indagine non si è mai fermata e sia il procuratore Giubilaro sia il sostituto Dello Iacono hanno passato giorni interi a studiare le carte raccolte dagli uomini del comandante della guardia di finanza Giuseppe Autuori.
Detto del peculato e dei documenti falsi, accuse che sembrano mettere in difficioltà sia Delvino sia Giannetti, resta da capire se potrà vedere la luce anche il filone che riguarda un’ipotetica truffa. Qui sembra un compito decisamente più difficile quello degli inquirenti, piuttosto lontani dall’idea di contestare il reato. L’unica certezza, per ora, è che ci saranno delle novità. Quali sarà soltanto il tempo a farcelo scoprire. Questione di settimane, garantiscono.
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