Il Tirreno

Case e supermarket nella ex area Fata

di Cristiano Borghini
Case e supermarket nella ex area Fata

In vista la trasformazione abitativa-commerciale per 2800 metri quadrati nel centro di Villafranca

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VILLAFRANCA. La nuova variante del regolamento urbanistico sarà lo strumento per rilanciare l’attività imprenditoriale.

Questo volano per lo sviluppo interesserà essenzialmente due aree, individuate dall’amministrazione come luoghi che hanno le potenzialità per la crescita, ma che nel corso degli anni sono state interessate da un degrado progressivo.

Le aree in questione sono: Ponte Donico, dove una volta aveva sede la Lunilat; l’area ex Fata, che si colloca al centro del capoluogo comunale.

Per invertire questa tendenza negativa, sono state studiate delle metodologie di intervento. Il progetto più complesso riguarda il recupero dell’area Ex Fata.

In questa zona sorgeranno due edifici, che ospiteranno un nuovo supermercato e appartamenti. L’interesse di un imprenditore locale è reale, all’amministrazione sono già stati presentate le richieste per il rilascio dei permessi.

Quest’area presenta due vantaggi: il primo l’estensione, 2800 metri quadrati; il secondo la posizione centrale. L’uso a cui sarà destinata sarà suddivisa tra area commerciale (1500 mq) e residenziale (1300 mq). Chi però deciderà di investire qui dovrà seguire dettami molto precisi di rigore a livello estetetico e dovrà agire secondo determinati standard qualitativi.

Ponte Donico è una zona che è già predisposta per essere zona industriale, per renderla più appettibile agli occhi di eventuali imprenditori che vogliano aprire una nuova attività, si è provveduto innanzitutto alla delimitazione dell’area e all’individuazione dei servizi necessari per il suo implemento produttivo.

Si dà inoltre la possibilità la possibilità all’imprenditore di realizzare, qualora il Comune non potesse provvedere, opere di urbanizzazione diretta, vale a dire la viabilità interna oppure i servizi idrici e di fognatura.

Se il propietario si farà carico di questo compito, verrano scomputati i costi dei lavori dagli oneri di urbanizzazione. Per velocizzare i tempi è già stata acquisita la disponibilità di cedere al Comune quelle aree che serviranno per realizzare queste opere.

La precedenza sarà data a quelle aziende che sfruttano le energie rinnovabili, il riciclo di acque piovane e le tecniche edilizie di nuova generazione. L’ecocompatibilità sarà ripagata grazie ai finanziamenti a cui gli imprenditori potrenno accedere grazie al Progetto Apea.

Le Apea (Aree produttive ecologicamente attrezzate) si inseriscono a pieno titolo nella strategia del Green New Deal, costituendo l’avanguardia di un sistema di insediamenti di nuova generazione dove trovano concreta applicazione tecnologie ambientali e soluzioni gestionali che consentono di minimizzare gli impatti ambientali diretti e indiretti delle attività produttive.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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