Sicurezza
Bufera sul segretario dei Giovani del Pd
Si dissociano gli altri componenti dell’associazione coinvolti a loro insaputa nell’attacco a Mussi
CARRARA. Ha scatenato una bufera l’intervento del segretario dei Giovani democratici Luca Dell’Amico di durissima critica al segretario del Pd Argante Mussi; una bufera tutta interna al movimento giovanile del Pd.
Alcuni dei firmatari del testo inviato ai giornali, infatti, sostengono di non sapere assolutamente che Dell’Amico avesse intenzione di rendere pubblico il testo e in più, come tengono a ribadire in particolare Irene Valentini, presidente di “facecarrara”, e Gianluigi Torri, non ne condividono nè il contenuto nè il metodo. Insomma, una leggerezza quella di Dell’Amico di cui egli stesso si rende conto visto che ha fatto pubblica ammenda: «Siccome - scrive - la lettera aperta doveva girare all’interno del partito, sono apparsi nomi di persone che non desideravano essere pubblicamente associate al documento. Quindi il documento è da associare alla sola mia firma, in quanto rappresentante dell’associazione, omettendo altri nominativi».
Un testo, questo di rettifica, che però arriva solo dopo, e non contestualmente al suo “j’accuse” contro Mussi.
Durissimo il commento di Gianluigi Torri, che contrariamente al segretario dei Gd, rimarca «l’ottimo risultato che il partito ha avuto a livello locale, confermandosi come partito di maggioranza relativa non solo all'interno della coalizione di Centrosinistra che ha sostenuto convintamente Zubbani, ma anche su tutto il panorama partitico locale». E ribadisce che quel documento non solo non si sarebbe mai sognato di firmarlo, ma che non ne condivide «nemmeno una riga».
Irene Valentini ribadisce che non ha «condiviso, né partecipato all’elaborazione, né tantomeno mai sottoscritto tale documento. Non voglio entrare nel merito delle posizioni politiche espresse che in ogni caso ritengo a me estranee: ciò che ravviso è l’assoluta indignazione per essere stata, mio malgrado, intromessa in ragionamenti che esulano da ogni mio volontario coinvolgimento. Per di più la mia carica di presidente di facecarrara (ovvero l’associazione dei e per i giovani carraresi) mi pone in una posizione di oggettivo imbarazzo nella vicenda essendo impegnata da mesi in una, tanto importante quanto faticosa, progettualità tesa a creare condizioni di aggregazione giovanile che sappiano andare oltre alle -pur legittime- logiche dei partiti». E sottolinea l’importanza di «un serio confronto, partecipato e leale, che metta al centro il rispetto e la libertà degli altri». Insomma, una netta presa di distanza da Dell’Amico. (m.b.)
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