Sicurezza
Le frane in collina? Si possono fermare con l’erba Vetiver
Giovane coppia lancia un innovativo ed ecologico metodo per la difesa del suolo. Ma Massa lo snobba
Ormai si sa: il lavoro oggi non c’è e bisogna inventarselo. E così hanno fatto Valentina Rappelli e Andrea Rossi. Ex assistente di uno studio dentistico lei, ex operaio Eaton in mobilità lui, nel settembre scorso hanno deciso di rischiare e buttarsi in un’impresa del tutto originale: la produzione dell’erba Vetiver per la sistemazione di poggi e di piane franose. Idea che, in un territorio franoso come quello apuano, potrebbe davvero “fare presa”.
Il Vetiver è una pianta erbacea sterile (che non si auto-riproduce) originaria dell'India che crsesce rapidamente, in verticale, ha un apparato radicale molto profondo, fino a raggiungere cinque metri. Le radici sono sottili, omogenee ed estremamente resistenti, e proprio per queste caratteristiche, sono capaci di fissare qualsiasi terreno. Resiste in terreni acidi e basici, in zone saline e in un intervallo di temperature molto esteso da meno 10 a più 60 gradi. Viene utilizzato dell’ingegneria verde come strumento per il consolidamento e la conservazione del suolo, la protezione di opere infrastrutturali, il ripristino di zone inquinate, la depurazione delle acque.
In sostanza è una vera e propria tecnologia verde e innovativa che può sostituire il cemento – se non essere più efficace – per consolidare zone franose, depurare terreni, fermare l'erosione delle spiagge.
Valentina e Andrea hanno deciso di portarla nel territorio. L’idea parte proprio in seguito ad una delle frane degli scorsi anni. Decidono di intervenire nel terreno di casa loro e si informano su metodi efficaci e alternativi al cemento e alle canne, scoprendo il “sistema Vetiver”, con cui vengono impiantate a distanza ravvicinata diverse piante erbacee in modo da creare una specie di barriera sotterranea. Inizialmente volevano solo comprare delle piante ma poi, vedendo che il metodo era innovativo e le aziende in Italia che lo producevano erano solo due, decidono di provarci ad aprire qualcosa di proprio. Incominciano così a testare, fare prove e, una volta verificata l'efficacia del metodo, dedcidono di lanciarsi e di avviare l’attività.
Nasce così "Vetiver Toscana", la terza azienda in Italiaproduttrice di questa utilissima pianta erbacea. Sono già numerosi i posti in cui, da settembre ad oggi, sono intervenuti efficacemente con il loro metodo ma solo fuori dai confini massesi. Dove, pure, la fragilità del territorio non è secondaria. «Qui non c'è cultura o forse manca la volontà – spiega Valentina Rappelli – di sperimentare questo metodo. Abbiamo chiesto al Comune di darci un terreno in affitto per poter mettere le nostre serre e creare una grande realtà che dia anche lavoro, ma ancora non ci danno risposte. Abbiamo proposto di usare il nostro sistema per diversi terreni, ma anche su questo non abbiamo finora ricevuto alcuna risposta».«Stiamo collaborando con Vetiver Sardegna – aggiunge Andrea Rossi – proprio per cercare di creare una rete capillare in tutto il paese. È un metodo nuovo, efficace e meno invasivo del cemento, ma ancora non lo si conosce. L'obiettivo è di aprir in ogni regione un’ azienda Vetiver che operi sul territorio, ma riuscirci c’è bisogno di un cambio di mentalità verso una cultura eco-sostenibile».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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