Sicurezza
L’ultima carta, salvatori locali per Nca
Zubbani sull’iniziativa: «Da settimane a caccia di imprenditori». Ma fra questi non ci sarebbe l’armatore Bogazzi
CARRARA. «Abbiamo preso contatti con gruppi del settore, non intendiamo sostituirci a Invitalia, ma non c’è più molto tempo per il cantiere Nca, pertanto in queste settimane abbiamo cercato interlocutori. E’ una fase di ricerca seria». Ma sull’identità di questi interlocutori il sindaco Angelo Zubbani resta blindatissimo (come altri attori istituzionali). Per non alimentare false speranze.
Di certo, il Comune sta dimostrando di avere molto ridotto la sua fiducia nei confronti di Invitalia, anche se entro il 10 giugno è previsto a Roma il nuovo incontro in cui l’attuale proprietà del cantiere dovrebbe svelare chi è il soggetto (prima si è parlato di un gruppo assicurativo e poi di un gruppo imprenditoriale interessato al refitting) che ha manifestato interesse per lo stabilimento di Marina ed avrebbe preteso l’esclusiva per la trattativa. Le istituzioni locali finora non vi hanno riposto molte speranze anche perché secondo voci, il piano industriale presentato a Invitalia prefigurerebbe tagli all’organico di Nca, oltre al fatto che incanalerebbe l’impostazione produttiva, verso il refittig. Alle orecchie dei lavoratori è arrivata la misura degli eventuali tagli: oltre il 50% del personale, la salvezza di un ramo produttivo, il cambio di vocazione.Oppure la chiusura.
Questo alone di mistero si è trascinato fino ai nostri giorni, e neppure nell’incontro di venerdì scorso sono stati aperti squarci da Invitalia. Perlomeno le istituzioni locali e i sindacati continuano a dire che sanno ben poco. Ma il sindaco già prima della sua rielezione, aveva detto che sarebbe scattata a livello locale una ricerca parallela, di un eventuale acquirente, ovviamente a condizioni tali da poter garantire un futuro sicuro alla realtà produttiva di Nca. E ora riconferma: «All’incontro di venerdì ho accusato duramente Invitalia di non avere fatto nulla. Rispetto agli impegni presi, la Regione e il nostro territorio si sono mossi in linea, e con la Port Authority c’è l’impegno a prolungare la concessione al cantiere. Invece lo scouting che doveva fare Invitalia? Della manifestazione di interesse che le è stata presentata trapela solo che non risolve il problema occupazionale né quello della vocazione del cantiere. Perciò noi enti locali cerchiamo di smuovere per Nca interessi che Invitalia non è riuscita a smuovere, per trovare soluzioni societarie». Pare che in questa ricerca tutta locale di acquirenti per Nca, non sia incluso l’armatore locale Enrico Bogazzi. Ma nessuno si stupirebbe se poi spuntasse, nel contesto di possibili progetti a favore dell’asse porto-cantiere.
Il numero uno di Invitalia, Arcuri, dice Zubbani – «Al tavolo era partito male»: «Niente più soldi a fronte di perdite annuali (circa 5 nel 2011) di bilancio, liquidazione a fine anno, no alla fidejussione per i cassoni della Concordia. Invece il governo ha avuto una leggera apertura rispetto a Invitalia». Ma anche se Nca avrà lavoro per qualche mese, per il recupero della Concordia, a fine anno non avrà più commesse, salvo improbabili miracoli.
Domani il ministero dello sviluppo economico dovrebbe comunicare la data del prossimo incontro, entro il 10 giugno. E i lavoratori saranno in assemblea dalle 10. Il rappresentante della Fiom provinciale e regionale, Cesare De Sanctis, parla di «incontro andato assolutamente male. Basandoci su ciò che è emerso, rischia di rimanere solo un pezzo di cantiere e non tutti i lavoratori saranno ricollocati. Cosa che non vogliamo. Abbiamo accettato i 40 esuberi, ma ora basta, altrimenti si intacca la carne viva del territorio già martoriato dall’elevata disoccupazione e dal declino industriale. Non intendiamo salvaguardare un cantiere decotto, ma rilanciarlo tutto». Visto l’andamento difficile della cantieristica nel mondo, (e basta guardare “in casa”, Fincantieri) e i segnali da Roma, il peggio sembra dietro l’angolo: svendita o liquidazione.
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