Sicurezza
«Dopo il reato, nessuno mi fa aprire un conto corrente»
MASSA. «Voglio ricominciare a vivere e a lavorare, ma lo Stato e le banche non me lo permettono. Aiutatemi». Assomiglia tanto a un vero e proprio grido quello di un imprenditore massese, Sergio, che...
MASSA. «Voglio ricominciare a vivere e a lavorare, ma lo Stato e le banche non me lo permettono. Aiutatemi».
Assomiglia tanto a un vero e proprio grido quello di un imprenditore massese, Sergio, che da qualche mese ha ricominciato la sua professione di commerciante. «Sono stato agli arresti domiciliari per questioni fiscali legati alla mia professione - dice l'imprenditore - ho patteggiato una dozzina di mesi e ho pagato il mio conto con la giustizia. Quando sono uscito dagli arresti sono andato dai finanzieri che mi avevano arrestato. Volevo che mi dicessero come dovevo fare per ricominciare a lavorare».
Non è una barzelletta. Le Fiamme gialle hanno consigliato a Sergio di aprire una nuova partita Iva con nuovi libri contabili, per ricominciare la sua attività. Ma i problemi non erano finiti lì. «I finanzieri sono stati gentili, ma forse neanche loro immaginavano che le banche non mi avrebbero più aperto le porte». Già, da quando si è rimesso in caccia della sua seconda occasione di vita, Sergio ha girato decine di istituti di credito per aprire un conto corrente. Ma chiunque gli ha detto che visto il precedente, la Banca d'Italia aveva dato disposizioni di non aprirgli il conto. «Di fatto, sono schedato come cattivo pagatore per cui le banche mi escludono». Per riscuotere le somme che gli spettano da diversi fornitori, Sergio deve inventarsi alcuni escamotage. Tipo lavorare solo con i contanti o riscuotere un assegno a lui intestato. Perché se qualcuno paga solo con le ricevute bancarie, lui non può incassare.
«Ho tremila euro bloccati da riscuotere da un grosso cliente, abituato a pagare con le ricevute bancarie. Gli ho spiegato il mio problema ma per ora non riesco a incassare la somma. Bisogna che mi faccia un assegno, poi a cambiarlo ci penso io. Anche perché alle banche continuo a ripetere che non mi interessa un blocchetto degli assegni ma solo una domiciliazione bancaria per le mie attività. Ma tutte mi ripetono che la Banca d'Italia non permette l'operazione. Ma io come devo fare per ricominciare a lavorare?».
La seconda occasione della vita, a volte, passa da questioni difficili da sbrogliare.
Matteo Baccellini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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