La manifestazione
Bombe, gli studenti in piazza
La città reagisce: sit-in spontaneo davanti alle scuole e, nel pomeriggio, sotto il municipio
MASSA. Tutti fuori. Ma non per paura: per dire no a ogni strategia del terrore, per manifestare una ideale vicinanza ai coetanei della scuola di Brindisi. Ieri mattina, alle 11,50, poco dopo la notizia dell’attentato davanti all’istituto professionale Morvillo-Falcone di Brindisi, gli studenti del liceo Rossi-Pascoli (di entrambe le sedi: Classico e Linguistico) hanno lasciato le aule e hanno dato vita a un sit in davanti agli istituti. Con loro docenti e operatori scolastici.
L’iniziativa è stata approvata e promossa dal preside Luigi Bianchi e dal collegio docenti «come immediata risposta – si legge in una breve nota – a un attentato tanto vile in quanto va a colpire i giovani e un’istituzione, la scuola, i cui obiettivi principali sono il rispetto delle regole e la formazione civile e umana dei cittadini».
Nel frattempo, sulla rete si andava organizzando, in modo del tutto informale, un’altra mobilitazione, che ha preso vita nel pomeriggio sotto il municipio. Dove si sono ritrovati in tanti – un centinaio – tra sindacalisti, esponenti della politica, amministratori ma anche studenti e “semplici” cittadini per una manifestazione spontanea proseguita fino alle 18,30.
Invita alla mobilitazione anche l’Accademia apuana della pace: «Dobbiamo lottare ogni giorno perché sia bandito questo “orrore barbaro”. Il nostro popolo non si merita questo». Mentre Stefano Celi (Pd) dice: «Bisogna reagire con la vigilanza e la mobilitazione contro chi, all’insicurezza sociale vuole aggiungere altra insicurezza.
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