Sicurezza
«Salva mia figlia, tuo marito la distrugge»
Ha scritto il suo incubo fingendo di essere una madre: ma proprio sua mamma ha trovato la lettera
CARRARA. «Ti scrivo da madre a madre, da donna a donna. Cerca di salvare mia figlia, tuo marito la sta distruggendo».
Un appello accorato, messo nero su bianco in un foglio a quadretti. A scrivere, però, non è una madre disperata, ma la ragazzina vittima delle angherie del pensionato 66enne che la cedeva droga in cambio di prestazioni sessuali. Con lui e con i suoi amici.
In quella lettera la diciassettenne aveva dato sfogo al suo tormento. Rivolgendosi alla moglie del suo aguzzino che era poi anche la mamma della sua amica.
«Tuo marito a mi figlia sta facendo tutto questo». E giù l’elenco dell’orrore. La giovane ha scritto quello che avveniva in quel casolare dell’orrore: ha parlato del sesso, delle orge, della cocaina e dell’eroina fumata come crac.
Un racconto lucido, crudo.Un gergo, così lo hanno definito gli agenti di polizia che hanno condotto le indagini che hanno portato all’arresto del pensionato, da persona adulta. Disillusa. Di certo maturata troppo in fretta.
È questa la lettera che la madre della 17enne, vittima di questa storia di violenza, psicologica e fisica, ha trovato nella borsa della figlia. Una borsa da ragazzina, che la madre aveva deciso di controllare perché insospettita dallo stato di prostrazione sempre più evidente della figlia. E quell’incubo, fatto di silenzi, atteggiamenti scostanti e chiusura a riccio, lei, come madre, lo conosceva bene: da tempo la figlia era schiava della cocaina. Aveva cercato di aiutarla, ma non ce l’aveva fatta. Quel giorno pensava di trovargli la droga, ma nella borsa ha trovato quella lettera. Una richiesta d’aiuto, visto che la figlia non aveva neppure cercato di nasconderla. Di fronte a quella parole, a quel racconto agghiacciante, la madre ha capito. Ha affrontato la figlia, le ha dato il suo sostegno e l’ha convinta a denunciare tutto alla polizia.
Da qui hanno preso le mosse tutte le indagini. Terminate, il 2 maggio scorso con l’arresto dell’uomo che per mesi aveva sottoposto a violenze la giovane.
La vicenda ora avrà un epilogo in tribunale: la ragazzina è parte civile e si è affidata all’avvocato Andrea Lazzari.
Bruno Poggi, che attualmente si trova in carcere, è difeso dal legale Giuseppe Del Papa.©RIPRODUZIONE RISERVATA
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