Il Tirreno

Droga e orge nel casolare dell’orrore

di Alessandra Vivoli
Droga e orge nel casolare dell’orrore

L’orco era il padre di una sua amica: 17enne costretta per mesi a prestazioni sessuali in cambio di eroina e cocaina

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CARRARA. L’orco era il padre 66enne dell’amica, quella che aveva poco più dei suoi 17 anni, e con cui lei trascorreva pomeriggi interi, senza aver fatto mai però trapelare nulla di quanto le stava accadendo. Dell’incubo in cui era precipitata e in cui il carnefice era proprio il papà dell’amica che, per mesi ha abusato di lei, costringendola a rapporti sessuali quasi quotidiani. Ma anche a concedersi ad alcuni suoi amici e a fare sesso di gruppo. Il tutto in cambio di cocaina, di cui la 17enne faceva già uso e su cui ha fatto leva per avvicinarla e soggiogarla il pensionato. Ed eroina, a cui l’ha iniziata il 66enne, facendola fumare come crac, da un vecchio barattolo vuoto di Nutella.

Lui le cedeva la droga, sempre di più, fino a farla andare al Pronto soccorso per overdose, in cambio di prestazioni sessuali che avvenivano in un casolare dell’orrore, a Fossone, lo stesso che al giorno veniva affittata per le festicciole dei bambini. Quando la giovane si è ribellata lui l’ha perseguitata di telefonate e sms: fino a 300 alla settimana, 60 al giorno. Poi ha provato ad adescare altre due giovani amiche della figlia, che però non sono cadute nella rete. Anche perché per il 66enne Bruno Poggi due settimane fa è scattato l’arresto. Gravissimi i reati contestati: cessione continuata di sostanze stupefacenti a minorenne in cambio di prestazioni sessuali, induzione alla prostituzione di minorenne, favoreggiamento alla prostituzione e stalking.

La vicenda. Lo avevamo anticipato già sulla nostra cronaca. Ieri, nella conferenza stampa in commissariato (alla presenza del questore Girolamo Lanzellotto, del dirigente Giuseppe Mariani e del funzionario addetto Giuseppe Lodeserto) sono stati forniti tutti i particolari. Si sono così delineati i contorni di una storia da brividi. Una vicenda che scuote le coscienze.

«Di solito queste cose accadono nelle grandi città metropolitane, o si vedono nei film - ha esordito il dirigente Mariani - E invece questi fatti gravi, gravissimi, sono avvenuti qui, nella nostra città».

Le indagini sono scaturite dalla denuncia presentata nelgennaio scorso dalla studentessa, vittima da mesi, precisamente dal giugno dell’anno precedente, quando era ancora minorenne, del padre dell’amica.

A darle la forza per spezzare le catene del suo “boia” era stata la mamma della giovane, dopo aver trovato nella sua borsa una lettera indirizzata alla moglie del pensionato. Una missiva in cui, fingendosi la madre, le chiedeva disperatamente di far smettere il marito di perseguitarla.

La ragazzina, a quel punto, messa alle strette dalla mamma, le ha confessato tutto. E insieme sono andate alla polizia. In Commissariato si sono trovati davanti una ragazza devastata, che dimostrava molto di più dei suoi 18 anni appena compiuti: sulle spalle un problema con la cocaina (per il quale la madre aveva già cercato invano di aiutarla). A cui si era aggiunta la dipendenza dal suo carnefice.

Droga in cambio di sesso. Lui, operaio specializzato in pensione, sposato e padre di famiglia, ha fatto leva sulla debolezza della ragazza, all’epoca dei primi contatti minorenne, e già schiava del demone della cocaina. Le ha offerto tutte le dosi che lei voleva, in cambio di prestazioni sessuali, quasi a cadenza quotidiana con lui e con i suoi amici. Anche tutti insieme.

Poi, quando il giocattolo si è rotto, è la giovane si è ribellata, negandosi al suo aguzzino, lui si è trasformato in stalker. La seguiva, le telefonava ogni ora, le mandava continuamente messaggi sul cellulare. Fino a rendere la vita, se ancora fosse possibile, perfino più difficile.

Il casolare dell’orrore. Quel casolare, a Fossone, di giorno il 66enne lo affittava a mamme e papà, per organizzare feste ai loro bambini. La sera diventava il teatro dell’orrore: orge, eroina e cocaina assunta sotto forma di crac: l’attrezzatura, insieme a uno scatolone di preservativi sono stati trovati dalla polizia durante la perquisizione. Proprio là dove, al giorno, c’erano i festoni e i palloncini colorati. E c’è anche un altro aspetto inquietante: i cani dell’unità cinofila della Questura di Genova, durante la perquisizione al casolare, hanno rinvenuto “odori spenti”: le tracce inequivocabili che in quella casa, delle feste per i bambini, circolava e veniva utilizzata droga.

Arrestato anche un imprenditore di Viareggio. C’è anche un piccolo imprenditore di Viareggio, di 40 anni, coinvolto in questa terribile vicenda. L’uomo è coindagato perchè frequentava il casolare di Fossone e ha avuto in più occasioni, solo o con un altro amico (in corso di identificazione) rapporti con la minorenne in cambio della cessione di stupefacenti. Il 40enne è stato arrestato a seguito di una perquisizione domiciliare, svolta in collaborazione con la squadra Anticrimine del Commissariato di Viareggio, nel corso della quale sono state trovate alcune bustine di cocaina già confezionate e pronte per lo spaccio.

Il pensionato aguzzino: io volevo solo aiutarla. Mesi di indagini. Di intercettazioni telefoniche. Quando i poliziotti, in esecuzione dell’ordine del Gip del tribunale di Genova, Adriana Pietri (dei reati sessuali ha competenza la Procura del capoluogo ligure) sono andati ad arrestarlo, Bruno Poggi, in un primo momento non si è reso conto di qual che stava succedendo. «Ci ha detto: “Ma io l’ho aiutata, l’ho pure ospitata”»: hanno riferito in conferenza stampa al Commissariato. Quando poi gli hanno letto i reati di cui era accusato è sbiancato. Ha capito che la sua “vittima” aveva confessato tutto.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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