Sicurezza
Agricoltura in crisi: perse 4500 imprese
Luci e ombre del tessuto produttivo lunigianese: exploit della viticoltura, con la doc Colli di Luni, e degli agriturismi
LUNIGIANA. Quasi cinquemila aziende in meno, nel settore dell’agricoltura: la superficie coltivata si è ridotta del 48%, quasi la metà.
Bene la viticoltura: con segnali positive, e un notevole aumento della produzione, per il vino doc Colli di Luni. Segnali meno incoraggianti per quel che riguarda invece l’olio di oliva, uno dei prodotti di nicchia della Lunigiana: qui c’è stata, a livello generale, un flessione.
Sono aumentate, le presenze negli agriturismi, anche se per il turismo lunigianese si evidenzia comunque un calo del 2%: molto più contenuto, questo è vero, rispetto a quanto avvenuto sulla costa.
Questi alcuni dei dati più significativi contenuti nel rapporto economia 2012 (l’anno di riferimento è il 2011) presentato alla Camera di Commercio di Carrara.
Un quadro di luci e ombre ma, nel complesso, una tenuta del tessuto economico lunigianese che ha evidenziato meno cadute a picco, un esempio su tutti il turismo, rispetto alle zone di costa.
Vino: exploit della doc Colli di Luni Se nel settore viticolo provinciale sono rimasti pressochè invariati volumi di produzione, un’eccezione è costituita dalla doc Colli di Luni che lo scorso anno ha raggiunto il picco massimo mai raggiunto. Questo grazie anche a nuove iscrizioni all’albo dei vigneti che ne incrementano le superfici di produzione, avvicinandosi sempre di più ai livelli della doc di Candia.Ai dati positivi per quel che riguarda i vini dei Colli di Luni fa da contraltare una flessione nella produzione dell’olio. La Toscana, pur conservando invariata la propria struttura produttiva, registra rispetto all’annata precedente un calo del 40%. Stesso trend negativo per le produzioni provinciali che registrano performances produttive ancora più preoccupanti: -70%, solo in parte ascrivibili all’andamento stagionale sfavorevole, ma molto più probabilmente imputabili a un fenomeno abbandono progressivo di abbandono della coltura.
Il boom degli agriturismi Il 2011 è stato un anno importante della Lungiana dove si sono registrate 18.802 presenze, ben 4mila in più rispetto alla stagione precedente.
Un dato in contro tendenza con quello che è avvenuto negli agriturismo della costa dove le presenze sono scese da 1196 nel 2010 alle 753 dell’anno scorso. In sostanza, mentre nell’area di costa, più collegata al turismo tradizionale del mare e delle vacanze estive, si osserva un decremento sia degli arrivi che delle presenze, per la Lunigiana si rileva una crescita considerevole rispetto all’anno precedente, in parte da collegarsi al forte richiamo di ambiente natura e dalla formula vincente di un’ospitalità in linea con l’aspetto economico e congiunturale che si sta vivendo.
L’assessore Baldini: rilanciamo il modello Lunigiana L’assessore provinciale Paolo Baldini ha incentrato il suo intervento, nell0’ambito del rapporto economia, sulle potenzialità della Lunigiana.
«Si parla sempre di agricoltura, e agriturismi - ha messo in evidenza- ma sono convinto che un nuovo modello Lunigiana sia possibile. Ed è su questo che, tutti quanti, a cominciare dalle istituzioni, dovremmo fare uno sforzo».
Insomma la provincia guarda alla Lunigiana e alle opportunità che questo territorio, colpito meno duramente dalla crisi rispetto alla zona di costa, potrebbe rappresentare per il futuro.
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