Sicurezza
Tremila posti in meno: dati choc sul lavoro
Dal Rapporto economia la foto di una provincia apuana in ginocchio Il presidente della Camera di commercio: non ci sono più luci, solo ombre
CARRARA. Una disoccupazione da record: l’11,7%, quasi il doppio della media Toscana (6,5%). Ma forse le percentuali non rendono bene l’idea: il dato, reale, è che gli occupati nel 2011 sono stati 3mila in meno (3196 per la precisione), rispetto all’anno precedente.
Una crisi profonda: la produzione industriale negli ultimi cinque anni è crollata al -26% (in toscana siamo “solo” al -15%).
Un tunnel di cui ancora non si intravede l’uscita per quel che riguarda commercio (le vendite dal 2007 al 2011 sono scese del 12,9%) e turismo (-16,7%).
E, come se non bastasse un tessuto imprenditoriale non certo sostenuto dalle banche, anzi, quella che si registra è un’evoluzione in negativo dei prestiti alle imprese dal sistema del credito: nella nostra provincia siamo al -6,9%, mentre in Toscana il dato è positivo, (+10,7%).
Una serie di numeri con il segno meno, sono quelli necessari per fotografare una situazione, quella della provincia apuana, in grande affanno. Sono questi i dati del rapporto economia 2012 messo a punto dall’Istituto studi Ricerche e presentato nella sala di rappresentanza della Camera di commercio.
Ricci: un caso Massa Carrara esiste Il presidente della Camera di Commercio, Norberto Ricci, non usa mezze parole. E nella presentazione del Rapporto economia mette subito in chiaro una cosa: «Sembrava che qualche segnale positivo potesse esserci - esordisce - ma in realtà non possiamo più permetterci di parlare di luci e ombre, in riferimento alla situazione economica della nostra provincia. Di luce nel 2011 non c’è ne stata per nulla. Con questo non voglio cedere, e come me neppure le altre istituzioni, al pessimismo, ma la realtà è che siamo di fronte a un caso Massa Carrara: rispetto alla Toscana, infatti, il trend che si è registrato nella nostra provincia è molto più negativo. E in tutti i settori.
Il crollo del turismo: male anche gli ostelli È uno dei dati sottolineato, nell’esposizione dei dati più significativi del rapporto economia, dal direttore dell’Isr, Alberto Ravecca.
Quel terziario e i servizi, su cui fino a qualche anno fa si riponevano grandi speranze, hanno definitivamente segnato il passo.
I numeri sono chiari: nel 2011 le presenze nel settore alberghiero sono scese del 14%, nell’extralberghiero del 5%. Male li turisti italiani (-8,9%) e anche gli stranieri (-3%). Il settore conta 4500 occupati, 200 in meno rispetto all’anno precedente. Altri duecento posti di lavoro persi. «E, forse in maniera davvero eclatante - afferma Ravecca - si è registrata la fine del turismo da ostello, insieme al crollo delle presenze tedesche». La batosta più grosso si è avuta a Montignoso (-12,8% di presenze), subito dopo viene Carrara (-9,7%), poi Massa (-7%) e infine, a reggere meglio di tutti, grazie al modello agriturismo, è la Lunigiana dove la flessione è più contenuta (-2,2%)
Sempre meno prestiti alle imprese : non si investe più Un sistema del credito che non agevola le imprese. Anzi., Dai dati del Rapporto economia i prestiti alla imprese sono scesi del 6%, contro la media dello 0,1% della Toscana. «Questo atteggiamento delle banche, di fatto, blocca gli investimenti - prosegue Ravecca - Il 44% delle imprese ha smesso di chiedere prestiti, dopo aver ricevuto il primo “no”. E la cosa che deve far riflettere è che, stando alle previsioni da noi registrate per il 2012, ben 86 imprenditori su 100 non prevedono di fare investimenti».
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