Il Tirreno

Sidis, caccia al rapinatore Forse aveva già colpito

Sidis, caccia al rapinatore Forse aveva già colpito

Gli inquirenti insospettiti dalle mosse del malvivente riprese dalle telecamere Si cercano collegamenti con altri episodi avvenuti nei mesi scorsi in città

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MASSA. «Il rapinatore? È un pezzo di m...., ma quando lo prendiamo gli facciamo passare la voglia di minacciare le bambine con la pistola». A parlare è uno degli inquirenti, infuriato per quello che è successo l’altra sera alla Sidis di Bondano. Ma non solo: è un po’ di tempo che a Massa le rapine sono diventate cruente. A fine 2011 una donna è stata chiusa nel bagno della sua paninoteca dopo essere stata tirata per i capelli e insultata, a febbraio un tabaccaio è stato menato a suon di calci e pugni perché non voleva consegnare l’incasso, a marzo un negoziante è stato stordito con una pietrata in testa mentre chiudeva la saracinesca del negozio. E le armi da giocattolo sono diventate vere. E fanno male, come a Bondano. Il titolare del supermercato, Sergio Ratti, colpito con il calcio di un revolver in testa è finito all’ospedale. Ora sta bene, anche se è sempre frastornato, ma la ferita era profonda. E il gesto del malvivente era completamente gratuito, tanto da far ipotizzare agli uomini della mobile, coordinati da Antonio Dulvi Corcione, che potesse essere sotto l’effetto della droga.

Visti tutti insieme questi episodi fanno tremare i polsi. E fanno dire, senza timore di smentita, che in città la criminalità è tornata a fare paura. È soltanto un caso che non sia successo qualcosa di ben più grave: sarebbe bastato che qualcuno dei rapinati avesse avuto con sé un’arma per piangere qualcosa di irreparabile. Anche per questo motivo da un po’ di tempo nei comitati per la sicurezza che si tengono in prefettura si parla sempre più spesso dell’emergenza rapine. Ci sono poi dei colpi che non convincono pienamente gli inquirenti, com e quello alla paninoteca di via Alcide De Gasperi, davanti al tribunale. In quell’occasione oltre ai soldi erano sparite diverse armi - pistole e fucili - che uno dei titolari custodiva regolarmente. Sono state immesse nel mercato nero e acquistate dai malviventi? Nella tabaccheria di Turano il rapinatore ha lasciato il revolver, dopo la colluttazione con il proprietario, l’arma è ancora a Roma per le analisi e quindi non se ne sa molto. Ma con tutta probabilità è stata usata per altri colpi ed è passata di mano in mano diverse volte. Può essere una di quelle portate via a novembre dello scorso anno?

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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di Redazione Massa