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Ricoperta una porzione della Fornace

Ricoperta una porzione della Fornace

La prof Franca Leverotti: «Finito il denaro per gli scavi: l’amministrazione trovi altri fondi»

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MASSA. «Questa amministrazione preferisce un negozio di frutta e verdura alla cultura e alla valorizzazione della fornace romana scoperta in piazza Mercurio. Faremo uno sciopero sabato alle 18 in piazza Mercurio, lo sciopero della cultura». L’annuncio e lo sfogo e di Brunello Pucci, anima del comitato Slaviamo la Fornace.

La novità è che parte della fornace, quella più a ridosso del palazzo che ospita il negozio di frutta e verdura, è stata interrata di nuovo. Secondo l’amministrazione c’era pericolo per la staticità dell’edificio di qui il parziale interramento degli scavi. E la protesta del comitato. E lo sfogo, più personale di Pucci.

«Questi amministratori erano con me in Lotta Continua, erano con me tre anni orsono contro Neri a difendere la segheria dei Margini ed ora che sono al potere sono peggio di quelli di prima. Chi diceva sono tutti uguali veniva tacciato di qualunquismo, oggi dobbiamo dire era un veggente, sono tutti uguali e questi di sinistra sono anche peggio», dice Pucci. Intanto la professoressa Franca Leverotti, esponente di spicco di Italia Nostra, si appella al sindaco Roberto Pucci.

«Ho saputo dalla dottoressa Paribeni (la Sovrintendente ndr) che i lavori archeologici su Piazza Mercurio, lato Biblioteca , sono finiti perché l'Amministrazione ha speso tutti i soldi che aveva destinato agli scavi. Rivolgo un appello all'Amministrazione affinchè vengano trovate le risorse necessarie a proseguire gli scavi. Non possiamo permettere che per mancanza di sensibilità e di amore per la propria storia l'Amministrazione preferisca indirizzare le risorse (certamente limitate) a lavori pubblici e altro.Possiamo rinunciare a qualche rotonda? Possiamo rinunciare a qualche asfaltatura, alla notte bianca, ai fuochi artificiali in nome della conoscenza storica? Perché dobbiamo seppellire sotto delle decorose e uniformi piastre grigie ciò che è rimasto del nostro passato? Perché dobbiamo rinunciare a "conoscere" fino al prossimo rinnovo della pavimentazione, magari fra mezzo secolo?

Ci sono anche delle priorità e degli imprevisti finanziari che possono capitare, e questo è a mio avviso uno di quelli, che non possiamo però trascurare. Non credo che si sfori il patto di stabilità ad investire negli scavi, e ritengo doveroso che i singoli assessorati rinuncino a una quota dei fondi assegnati per metterli a disposizione della cittadinanza. Quali valori vogliamo trasmettere alle nuove generazioni? Quelli della mercificazione, del divertimento fine a sé stesso , dell'effimero che si consuma nel giro di una notte, o di pochi decine di minuti? ».

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