Il Tirreno

La lezione dell’economista

Non basta avere il marmo per essere ricchi

Non basta avere il marmo per essere ricchi

CARRARA. «Guadagnare in efficienza, essere attraenti per i nuovi investimenti: questa la ricetta per uscire da una crisi che si supera con discernimento e nuova progettualità». Questa la lezione dell’...

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CARRARA. «Guadagnare in efficienza, essere attraenti per i nuovi investimenti: questa la ricetta per uscire da una crisi che si supera con discernimento e nuova progettualità».

Questa la lezione dell’economista Giacomo Vaciago, professore all’Università Cattolica di Milano, e relatore d’eccellenza alla presentazione del Rapporto economia.

Da un quadro generale al particolare. Il professor Vaciago parla anche della situazione di Massa Carrara. Con un messaggio, molto eloquente, agli industriali del lapideo.

«Non basta dire “abbiamo tante montagne di marmo, quindi siamo ricchi” - spiega il professore - Il marmo bianco può finire nelle case dei ricchi, dei nuovi milionari che nel mondo sono molti. Ma se lo si vende a blocchi no».

Insomma sembra proprio l’uovo di Colombo. Quella famosa filiera che, ancora oggi, stenta a decollare.

Ma, per il marmo, il problema è di respiro nazionale.

«Il fatto è che l’Italia importa marmo scadente dalla Cina, a prezzi al ribasso e questo ha fatto sì che le cave che quel materiale scadente lo producono, come ad esempio alcune situazioni nel comasco, stanno chiudendo».

E dall’analisi sul marmo a quella dei “guai” del territorio apuano, il professore li ha chiamati proprio così.

«Il fatto è che in questa provincia - ha messo in luce l’economista - siete più vicini alla media italiana che a quella, in molti casi di eccellenza, della Toscana».

Il professor Vaciago ha poi riportato l’attenzione su un quadro generale.

«Quello che bisogna considerare è che, seppure in un momento per molti aspetti difficile, il mondo continua ad essere pieno di opportunità - ha messo in evidenza - Non è un caso che tanti non hanno mai fatto soldi come in questo periodo, per la Ferrari di Modena l’anno scorso è stato uno dei miglior in assoluto. Bisogna cogliere questi segnali, essere attraenti, come territorio, e moderni per quel che riguarda gli investimenti e le occasioni da cogliere al volo. A questo punto è necessario, essere efficienti e credere nella tecnologia, a cui ormai guarda tutto il mondo, e alla politica dell’euro».(a.viv.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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