Il Tirreno

«Hanno minacciato di licenziarmi»

«Hanno minacciato di licenziarmi»

Il racconto di un dipendente del carcere testimone al processo sull’Appaltopoli

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MASSA. In carcere c’erano voci di un’indagine che coinvolgeva il direttore Salvatore Iodice e i suoi più stretti collaboratori come Salvatore Cantone, contabile della casa di reclusione di Massa e Stefano Tendola, geometra dell'ufficio del ministero Infrastrutture e trasporti, provveditorato interregionale opere pubbliche Toscana-Umbria, ufficio opere marittime, ufficio operativo di Marina di Carrara. Tutti e tre sono accusati di aver tirato le fila di quella che è stata ormai ribattezzata l'appaltopoli apuana.

Proprio le voci che si sentivano in carcere sono state al centro della deposizione di uno dei testimoni dell’accusa: Franco Frantoni, addetto al settore tessile della casa circondariale. «Sono stato minacciato - ha raccontato - di licenziamento da Cantone perché avevo detto che l’impianto di aspirazione delle polveri non funzionava. Poi il contabile ci ha chiamati nel suo ufficio e ci ha detto di non parlare perché c’era un’indagine. E dovevamo tenere la bocca chiusa. Non era un bel clima».

È stato sentito anche Massimiliano Conti, il ragazzo che dava lezioni di nuoto a Iodice. Secondo il pm durante l’orario di lavoro dell’ex direttore del carcere.

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