La manifestazione
Arriva la sabbia per salvare Ronchi
Colonne di camion dal Po, ma c’è il rischio che l’intervento non sia sufficiente. E Riviera Apuana chiede una proroga
MASSA. Arriva dal letto del fiume Po, ha caratteristiche simili a quella dell’arenile apuano ed è – si può ben dire – l’ultima spiaggia per l’estate massese.
È iniziata la fase “a” del ripascimento dell litorale prima dello stop estivo: colonne di camion provenienti dalla Padania, dalla provincia di Piacenza per la precisione, stanno portando migliaia di tonnellate di sabbia per Ronchi-Poveromo. La rena viene scaricata in un’area vicino al Merida e da qui caricata su camion più piccoli in grado di arrivare alle “particelle” 3 e 4 della spiaggia, la più colpita dall’erosione, tanto che i mezzi più grossi non riescono ad accedervi.
Una seconda fase prevede, invece, l’arrivo di sabbia via mare. Con una serie di passaggi che appare ancora più complessa della precedente e che contribuirà senz’altro all’aumento dei costi dell’operazione. Riepiloghiamo: il materiale, anch’esso proveniente dal Po, è stato stoccato ormai da settimane in un piazzale nel porto di Marina di Carrara. Da qui la sabbia verrà caricata (con ruspe e gru) su un pontone che, trainata da un rimorchiatore, raggiungerà un’area di stoccaggio ricavata vicino al Paraflight. Pronta per essere di nuovo “movimentata” ed essere distribuita sulla spiaggia. Ovviamente con altri camion e ruspe. Una terza fase prevede, infine, l’uso di una draga che pescherà sabbia dal fondale per spararla vicino alla costa.
Ma, aldilà della farraginosità dell’operazione, c’è il rischio che il ripascimento non possa essere finito in tempo. I balneari lo temono, tanto che l’associazione Riviera Apuana ha chiesto di spostare il cessa-lavori dal 31 maggio al 14 giugno. Quindici giorni in più per salvare quel chilometro circa di litorale dove il mare (in alcuni punti) arriva alle cabine e dove alcuni stabilimenti (quelli delle famigerate “particelle” 3 e 4) non hanno potuto neanche aderire all’iniziativa Ombrelloni aperti perchè non sanno, materialmente, dove piantare gli ombrelloni.
«La situazione non è facile, non nascondiamo la nostra preoccupazione. Anche perchè, lo ripetiamo, se prima non si risolvono i problemi dei geotubi che non funzionano o sono male collocati, il ripascimento rischia di essere inutile: la prima mareggiata si riporterà via la sabbia scaricata. Comunque, speriamo che il tempo sia clemente e che si riesca a immettere la maggior quantità di sabbia possibile in modo da consentire una stagione balneare perlomeno decente. La nostra richiesta di prorogare il termine dei lavori a metà giugno va in questa direzione. In gioco, lo ricordo, non ci sono soltanto gli interessi di noi balneari, ma quelli dell’intero comparto turistico-commerciale della città», dice Stefano Gazzoli, vicepresidente del consorzio Riviera Apuana.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
