Finanza
Insulti e ciabattate alla nonnina
Giocavano a pallone sotto casa sua, gli aveva chiesto di smettere
CARRARA. Quelle pallonate, contro la sua porta di casa, erano divenute insopportabili. E così, nell’estate di un anno fa, una pensionata 84enne è uscita dalla sua abitazione, nel centro storico di Avenza, per chiedere ai bambini che avevano improvvisato una partita di pallone per strada, di andare a giocare da un’altra parte. Lei, in quel periodo si trovava a letto alle prese con alcuni problemi di salute. I ragazzini (entrambi minorenni), non solo hanno continuato a lanciarsi il pallone, ma hanno apostrofato la signora con ingiurie e offese, intimandole di rientrare in casa, chiamandola «vecchia scema” e attribuendole altri epiteti offensivi. A quel punto è intervenuto il fratello della pensionata, e ci sono stati titoli anche per lui. Alla fine, è uscita la madre dei due ragazzini e si è messa pure lei ad apostrofare l’anziana. Non solo le avrebbe anche lanciato una ciabatta per intimarle di rientrare in casa. La vicenda è finita davanti al giudice di pace Rino Tortorelli: sotto accusa la madre dei due minorenni. L’anziana, che in questa vicenda legata a cattivi rapporti di vicinato è parte lesa (assistita dall’avvocato Patrizia Bacigalupi) davanti al giudice di pace ha ricostruito i fatti. Non senza imbarazzo quando si è trattato di riferire tutti gli epiteti che i ragazzini prima, e la loro madre dopo le hanno affibbiato. «Sono uscita solo per dirgli di smettere, stavo riposando e quel pallone continuava a sbattere contro il muro di casa - ha ribadito - Non mi aspettavo una reazione tale». ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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