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Protezione civile

Il geologo Barbieri: «Lavacchio sicura entro l’autunno»

MASSA. Emergenza idrogeologica e rischio sismico: sono le calamità maggiori a cui deve far fronte il territorio apuano. Dal 2008 ad oggi, infatti, si sono verificati almeno sei eventi calamitosi, tra...

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MASSA. Emergenza idrogeologica e rischio sismico: sono le calamità maggiori a cui deve far fronte il territorio apuano. Dal 2008 ad oggi, infatti, si sono verificati almeno sei eventi calamitosi, tra frane, smottamenti, alluvioni, e terremoti.

I più tragici, sono i fatti che risalgono al 1 novembre 2010 - le frane di Lavacchio e Mirteto - e al 25 ottobre 2011 - l'alluvione che ha colpito la Lunigiana. E' in atto un grande lavoro di sinergia tra Comune, Provincia e Protezione civile per il ripristino di quelle zone, così duramente provate da fenomeni di questo tipo.

Si sta facendo tutto il possibile per mettere in sicurezza la zona di Lavacchio, entro il prossimo novembre.

A spiegare l'andamento dei lavori è il geologo Gianluca Barbieri: «Stiamo lavorando per completare gli interventi per quella data; come settore agricoltura stiamo provvedendo alla ripulitura della vegetazione, per una somma di 150 mila euro. Il resto è competenza di Comune e Provincia». Barbieri va poi ad elencare gli interventi più complicati, che riguardano il versante lunigianese: «Qui sono crollati tre ponti che devono essere ricostruiti: Stadano, Mulazzo e Castagnetoli, per un investimento di circa 20 milioni e c'è da sistemare i ponti di Santa Giustina e di Villafranca».

Ci sono poi gli interventi di ripristino della viabilità compresa tra Montereggio e Mulazzo, dove si sono abbattute grosse frane che hanno impedito i collegamenti.

Bisogna fare poi lavoro di pulizia boschi, e interventi strutturali di tenuta del territorio.

Un territorio fragile e poco sicuro, che bisogna imparare a rispettare e ad amare, anche perché quella apuana è zona classificata a rischio sismico. La strategia da mettere in atto, oltre alla consultazione dei bollettini meteo in caso di alluvioni, è sempre quella della prevenzione.

Serve poi, come è stato detto al convegno di cui parliamo qui di fianco, una cultura della protezione civile: e qui bisogna cominciare dai ragazzi, dalle scuole.(g.s.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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