Sicurezza
E tre: nuovo ricorso per la bocciatura del decreto Burlando
Porto turistico, anche la Riva dei Marmi al Tar per annullare il no della conferenza dei servizi e chiedere i danni
CARRARA. E tre: dopo Varia e la società Marina delle Apuane, ecco un altro ricorso al Tar contro il no della conferenza dei servizi dello scorso 2 dicembre ai progetti di porto turistico presentati secondo il decreto Burlando (il no ai progetti era stato formalizzato con determinazione conclusiva il 27 gennaio scorso).
A depositare il nuovo ricorso è stata la società "Riva dei marmi", degli ingegneri di Massa Luciano Bertilorenzi e Paolo Edoardo Giusti, rappresentati dall'avvocato Giuseppe Toscano di Pisa. Il ricorso è contro i Comuni di Carrara e di Massa, la Provincia di Massa-Carrara, l'Autorità portuale di Marina, la Regione, il ministro delle infrastrutture e dei trasporti, la Capitaneria.
Il punto, spiega in via preliminare l'avvocato Toscano, è che bisogna distinguere fra concessione dei beni del demanio marittimo, materia a suo avviso disciplinata dal decreto Burlando del 1997, e il profilo urbanistico dei porti turistici, di cui si occupa la Regione. Si ricorda che l'iter prevede che si vada a una conferenza dei servizi, e che in quella sede, vi sia una decisione in cui si valuti l'ammissibilità dei progetti preliminari.
Il legale della Riva dei marmi contesta il fatto che la conferenze dei servizi, indetta sulla base del decreto Burlando, ossia per l’esame dei progetti eliminari, abbia invece dato dei giudizi di compatibilità con gli strumenti urbanistici vigenti. Non solo: si sostiene che anche nella nostra Regione, e in particolare nel territorio sede dell'autorità portuale, si applica il decreto Burlando in quanto porto di interesse nazionale. Pretestuosa sarebbe stata, in sede di bocciatura, la presunta inapplicabilità della normativa nazionale (decreto Burlando) sul territorio regionale toscano.
Non solo: secondo i ricorrenti non è vero che la realizzazione del nuovo porto turistico non sarebbe contemplata da alcun strumento di pianificazione o ad esso assimilabile, visto che il 10 luglio 2008 è stato siglato il Protocollo d'intesa per il piano regolatore portuale del porto di Marina di Carrara, in cui è contenuta la previsione di un porto turistico. Insomma, la determinazione conclusiva della conferenza dei servizi è illegittima, perciò la società Riva dei Marmi chiede che siano annullati gli atti contestati (in particolare la determinazione conclusiva) e che sia concesso un risarcimento dei danni, danni legati ad esempio alla predisposizione dei progetti presentati e che comunque si riserva di quantificare nel corso del giudizio.
Ricordiamo che ad aprire l'iter della costruzione del porto turistico secondo la legge Burlando era stata la società "Porto turistico di Massa Carrara srl", del gruppo di Bellavista Caltagirone, il 28 maggio di due anni fa; sulla base di quella domanda di concessione per realizzare il porto turistico, era stato dato l'invito a presentare domande concorrenti, in tutto altre cinque, tutte e sei relative all'area fra le foci del Carrione e del Lavello.
In più era stata presentata una domanda di tipo diverso, per un porto turistico esterno alla diga foranea. Tutte respinte dalla conferenza dei servizi del 2 dicembre.
Il nodo è: se il Tar dovesse dare ragione ai ricorrenti, probabilmente sul piano della realizzazione non cambierebbe niente, perché comunque ormai l’indirizzo politico è quello di seguire l’iter del nuovo piano regolatore portuale, ma potrebbe essere un duro colpo per le già provate casse comunali. I risarcimenti potrebbero infatti essere decisamente pesanti.
(m.b.)
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