Il Tirreno

Teschi dell’orso Speleo riaffiorano alla Tecchia

di Marco Landini
Teschi dell’orso Speleo riaffiorano alla Tecchia

Sono venuti alla luce durante gli scavi seguiti dalla Soprintendenza archeologica Il sindaco Grassi: il ritrovamento contribuirà a rilanciare il nostro sito carsico

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FIVIZZANO. Le grotte di Equi Terme continuano a regalare tesori archeologici risalenti al Pleistocene. Nei giorni scorsi infatti durante gli scavi eseguiti sotto l’egida regia della Soprintendenza archeologica di Pisa con la dr. Emanuela Paribeni,sono tornati alla luce due teschi e alcune unghie dell’orso Speleo, che era solito rifugiarsi per il letargo all’interno del sito carsico. Un ritrovamento estremamente importante che arricchisce ulteriormente la vasta gamma di reperti venuti alla luce in passato come utensili in pietra risalenti a oltre 40 mila fa, tracce del passaggio dell’Uomo di Neanderthal e di parecchi animali come leoni, lupi, cervi e del possente orso Speleo.

«Non ci sono dubbi - sostiene il facente funzione di presidente del Parco delle Apuane Alberto Putamorsi- che a seguito dei numerosi ritrovamenti avvenuti dai primi del ’900 a oggi fanno delle Grotte di Equi uno dei siti più importanti d’Europa. Con l’ausilio di metodi moderni gli scavi eseguiti da professionisti del settore hanno portato alla luce alcuni teschi e parti terminali delle unghie in ottimo stato di conservazione dell’orso Speleo. Sistemata la parte esterna - racconta Putamorsi - dove sono stati ritrovati utensili dell’uomo di Neanderthal, i lavori di scavo si sono concentrati all’interno nella Tecchia e in una sala carsica vicina. E il tutto è stato possibile grazie al Comune di Fivizzano, Gal Lunigiana e Parco delle Apuane che hanno reperito fondi europei e regionali e all’onorevole Andrea Rigoni che da sempre ci è stato vicino nel progetto “Equi Terme”. Ora si sta progettando di creare all’interno delle grotte un vero e proprio museo con i reperti ritrovati recentemente e in passato. È giunto il momento - prosegue il presidente dal Parco - che si faccia di Equi Terme uno dei più importanti poli turistici nazionali mettendo insieme tutte le sinergie che questo meraviglioso territorio offre: le Terme, le Grotte musealizzate, il Geolab del Parco, le cave e il parco naturalistico di Vinca».

E soddisfatto dell’importante ritrovamento è naturalmente il sindaco Paolo Grassi «il Comune di Fivizzano ha sempre creduto sulle potenzialità del sito carsico e in questi anni vi ha prestato grande attenzione dando avvio ad una serie di lavori per migliorarne la fruibilità. Sforzi che stanno producendo grandi soddisfazioni come il ritrovamento di questi reperti di grande valore archeologico. Il progetto futuro è quindi quello di fare conoscere sia le Grotte che i tesori che vi sono stati rinvenuti a un pubblico sempre maggiore e al vaglio c’è un accordo con il Museo nazionale di storia naturale di Firenze per aprire un sito collegato con le Grotte di Equi in maniera che i moltissimi visitatori provenienti da tutto il mondo possano visitare anche il nostro sito».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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