Sicurezza
Soccorso cave, l’ostacolo delle gallerie
Sindacati e cooperative: viabilità incompatibile con l’accorpamento delle 3 infermerie. Sopralluogo con Asl e categorie
CARRARA. Primo sopralluogo tutti insieme, alle tre infermerie del Soccorso cave: Asl, sindacati, categorie imprenditoriali, cooperative di cavatori e Comune. Ieri mattina i rappresentanti convocati dall’Asl si sono ritrovati tutti ai Ponti di Vara. Come prima tappa si sono recati alla medicheria di Colonnata, e poi a Fantiscritti e Torano.
Obiettivo: discutere, sul campo, in un confronto collettivo, l’orientamento dell’Asl di accorpare in un unico punto, a Fantiscritti, il Soccorso cave. Idea non condivisa dai sindacati e non solo, alla quale viene contrapposta la richiesta di mantenere i tre presidi, riorganizzandoli.
Ma i nodi vengono al pettine: il problema maggiore, hanno fatto notare sindacati e cooperative, è quello delle gallerie che collegano i tre bacini: sono a senso unico e strette, e un eventuale ostacolo (ad esempio un camion bloccato) al loro interno impedirebbe ai mezzi di soccorso di arrivare a destinazione.
«E’ un problema – ammette la direttrice generale dell’Asl, De Lauretis, dopo il sopralluogo – ma abbiamo ispezionato i vari percorsi proprio per trovare la logistica migliore per il servizio, considerando anche gli orari quotidiani. Ci sarà un tavolo tecnico in questa settimana e penso che entro dieci giorni si potrà raggiungere una soluzione condivisa. Una volta stabilita l’organizzazione ottimale del Soccorso cave su cui essere tutti d’accordo, passeremo alla fase 2, quella dei costi e di come, tramite anche la Regione, assegnare le quote ai soggetti che devono pagare il servizio».
Quindi è solo una delle carte il gioco l’idea dell’Asl di concentrare il servizio a Fantiscritti, nel convincimento che anche sopprimendo le infermerie di Colonnata e di Torano, i tempi di percorrenza delle ambulanze da Fantiscritti per raggiungere i vari luoghi di infortuni in cava, varierebbero di pochi minuti e ci sarebbero minori costi. Su questo non sono d’accordo i sindacati, che hanno fatto altri calcoli.
Ieri al sopralluogo sono intervenuti, oltre alla De Lauretis, la responsabile del servizio Asl di prevenzione infortuni sul lavoro Pellegri e Vatteroni per il 118, i rappresentanti di Assindustria, Fillea, Feneal, cobas marmo, il Comune con il direttore Tonelli e il tecnico Criscuolo, le tre cooperative di cavatori, le associazioni artigianali.
Commenti e posizioni. Non si sbilancia il direttore di Assindustria, Andrea Balestri: «L’obiettivo è avere un sistema di soccorso che funzioni bene, che garantista affidabilità ed efficacia. Valuteremo costi e benefici. Non abbiamo pregiudiziali rispetto alle soluzioni, tutte da approfondire».
Anselmo Ricci, presidente della cooperativa cavatori Gioia, indica come maggiore problema di un eventuale accorpamento del servizio, la viabilità in galleria. «Faremo una proposta come operatori e ci confronteremo con l’Asl, il clima è di grande collaborazione, dialogo e intesa per superare le problematiche. Ma per noi, le infermerie devono restare tutte e tre. Su questo punto, c’è condivisione fra le 3 cooperative e i sindacati. No all’accorpamento. L’Asl ci ha chiesto di mettere nero su bianco le nostre idee. Diremo anche che il Soccorso lo deve pagare anche chi per ora non lo paga, ma ne usufruisce in caso di bisogno».
Roberto Venturini della Fillea Cgil: «Non cambiamo idea, le 3 infermerie devono restare. Altrimenti, fra gallerie e nuova viabilità al monte, soprattutto al Tarnone, sarebbe un problema. Come ridurre i costi? Bastano 10 ore di servizio anzichè 12; non serve l’ambulanza quando le cave sono chiuse per ferie. Vanno fatti pagare tutti i soggetti che utilizzano il servizio.
Cinzia Carpita
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
