La manifestazione
Politeama, lo scempio in 30 interventi
La relazione choc del consulente della Procura: dal tetto nuovo, ai solai pieni di calcestruzzo, tutti i sovraccarichi nel mirino
CARRARA. «Il Politema è ceduto a causa del sovraccarico. Il pilastro che ha rischiato di esplodere, e altri due lesionati, sempre nell’atrio centrale dell’edificio, dovevano sopportare un peso troppo elevato. E la causa del crollo, quello del 2011 nell’ala di via Roma, è strettamente collegata a questa situazione di equilibri compromessi».
La dichiarazione, supportata da una relazione articolata e complessa (con tanto di lucidi proiettati nell’aula del tribunale) è del professor Daniele Ferretti, consulente della Procura. Un vero esperto in materia: docente di Tecnica delle Costruzioni alla facoltà di ingegneria dell’Università di Genova e al Politecnico di Milano, specializzato nella stabilità delle colonne degli edifici storici, con in curriculm i lavori sul collasso della torre civica di Padova, gli studi sismici sul teatro Petruzzelli di Bari e sul comportamento delle colonne e della cupola del Pantheon di Parigi.
In tribunale lo “scempio” del Politeama in 30 atti Una relazione choc quella del professor Ferretti. Dati e fotografie alla mano il consulente del pubblico ministero, dottor Alberto Dello Iacono, ha ricostruito i 30 interventi che hanno causato il sovraccarico, e relativo cedimento, della struttura del Politeama. Quello che ne esce è un quadro inquietante, quasi uno smembramento perpetrato ai danni di uno dei palazzi simbolo della città.
Dal vecchio tetto sostituito da uno più pesante, in cemento armato (siamo nel 1997, la proprietà è la Caprice vecchia gestione quella di Vittorio Fussi). «Venne aumentata l’altezza di un metro e ottanta e di fatto creato un nuovo piano - ha spiegato il professor Ferretti - Il tetto a volte è stato demolito e le catene, che facevano parte della struttura cosiddetta “antonelliana” dell’edificio, tagliate di netto. La ricostruzione, poi fu in cemento armato, non in muratura, quindi del 20/30% più pesante».
Non solo. Nel mirino del consulente della Procura finiscono anche i solai riempiti di calcestruzzo: «Un materiale che pesa fino a 500 chili a metro cubo, più del doppio di quanto consentito nelle abitazioni civili». E fra le concause di quel sovraccarico verticale che ha causato il cedimento e la lesione dei pilastri del Politeama, ci sarebbero anche le nuove pavimentazioni di alcuni degli appartamenti ristrutturati. «Anche se comunque, in maniera minore»: ha messo in evidenza il professor Ferretti, illustrando poi le foto di alcuni carotaggi (“endoscopie” le chiama lui, con la telecamera fatta penetrare da mini buchi nel pavimento stesso) effettuati negli appartamenti di proprietà di Alessandro Iacopini (una delle parti civili) e Barbara Volpi (quest’ultima parte lesa e civile del procedimento in corso): «Al posto della terra e della cenere originarie anche qui è stato inserito il calcestruzzo, per poter accogliere gli impianti». Ma, come se non bastasse ci sono altri interventi, quelli che sembrano altri “colpi al cuore” del Politeama.
«Ad aggravare la situazione ci hanno pensato le infiltrazioni d’acqua, in alcune parti dell’edifico quasi vere e proprie grondaie interne, e gli interventi di demolizione con il martello pneumatico che hanno influito sugli stessi materiali» ha aggiunto il professor Ferretti.
Insomma un quadro di interventi, che, secondo il super consulente, avrebbero messo a dura prova i pilastri e la struttura intera del Politeama.
Gli interventi sull’ala di via Roma Non solo nell’area centrale. Il professor Ferretti ha parlato anche della demolizione, per alloggiare gli impianti, anche nelle abitazioni lato via Roma, e di pareti a “V” completamente distrutte. «Nel 1994 due volte crollarono - ha sottolineato Ferretti - E vennero demoliti tutti gli altri solai: questo, in termini di equilibrio, ha giocato ancora più a sfavore dell’edificio nella sua totalità». Legittima, a questo punto la domanda del giudice Ferri: «Ma ora la situazione com’è?». «Tutti i pilastri - replica Ferretti - sono stati puntellati». Ma intanto il giudice ha annunciato ad avvio di processo di voler procedere alla revoca del custode, attuale del Politeama, il signor Tedeschi, per nominarne uno nuovo, in grado di fare da garante e collante fra i piccoli proprietari per la ristrutturazione.
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