Il Tirreno

Le scatole cinesi dell’ industriale cinese

Le scatole cinesi dell’ industriale cinese

La Finanza sequestra beni per 5 milioni, sotto accusa 6 suoi familiari e un commercialista

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SARZANA. La Guardia di Finanza ha scoperto una presunta frode fiscale per oltre 5 milioni di euro messa in atto da una famiglia di cinesi in concorso con il loro consulente fiscale: le Fiamme Gialle hanno sequestrato immobili, terreni, conti correnti, denaro e auto, oltrechè denunciare all’autorità giudiziaria 7 persone.

Artefice del tutto è ritenuto l’ideatore di un avveniristico polo turistico in Cina. Tra gli immobili posti sotto sequestro anche una villa in quel di Albiano Magra.

I militari della Tenenza di Sarzana hanno eseguito un provvedimento di sequestro preventivo per reati tributari, a carico di 5 società, aventi le proprie sedi legali nella provincia della Spezia, ma con unità locali in Liguria, Toscana e Piemonte, tutte riferibili direttamente o indirettamente ad un imprenditore di origine cinese, ma da molti anni abitante alla Spezia e operante nel settore della vendita al dettaglio di articoli casalinghi.

Il provvedimento è stato emesso dal gip presso il Tribunale della Spezia, Giuseppe Pavich, nell’ambito di indagini coordinate dal sostituto procuratore della Repubblica, Maurizio Caporuscio.

A capo del “sodalizio” è stato identificato un 46enne cinese che ha fatto nascere e condotto direttamente e non, attraverso suoi familiari, le società oggetto di indagini tributarie, eseguite anche con articolate indagini finanziarie che hanno interessato i conti correnti, le disponibilità e i rapporti riferibili agli amministratori di diritto e di fatto delle imprese.

Sofisticato il sistema di frode scoperto e realizzato mediante manovre contabili e societarie che, dal 1998 a oggi, hanno permesso ad una famiglia di nazionalità cinese, stabilmente residente nello Spezzino, di sottrarre al fisco - secondo la ricostruzione della Finanza - più di cinque milioni di euro di imposte, mai versate allo Stato: una prima società, che nel corso del tempo si afferma sul mercato e consolida sempre più il proprio patrimonio aziendale, decide di “affittare” a una seconda impresa, di proprietà della stessa famiglia, il ramo d’azienda, vendendo tutto il patrimonio e le risorse accumulate nel tempo, svuotandola di fatto di ogni sostanza. Nel contempo, affidare la rappresentanza legale e la proprietà della prima impresa viene assegnata a familiari del capo sodalizio, nullatenenti; successivamente, la società così “svuotata” viene trasformata da srl in sas, quindi da società di capitali a società di persone, per portarla allo scioglimento e alla liquidazione senza con ciò sottostare a particolari formalità burocratiche.

Un complesso e “ingegnoso” meccanismo che avrebbe permesso ai suoi ideatori di aprire e chiudere nel corso degli anni più attività economiche che si sono trasferite tra loro, in successione, beni e liquidità prosciugando le precedenti di ogni sostanza finanziaria ed economica, lasciandosi alle spalle un enorme debito verso l’Erario e rendendo vano ogni tentativo di riscossione, causando allo Stato un duplice danno, perché il transito dei beni creava a favore delle imprese acquirenti anche “crediti” di imposta, inesistenti, da scontare nei confronti del Fisco.

Il principale indagato, il cinese 46enne, è considerato l’ideatore di una joint-venture imprenditoriale italo-cinese con un’azienda della Spezia di progettazione nautica, attiva nel paese asiatico.

Il progetto, per il quale è previsto un investimento pari a un miliardo di dollari, è finalizzato a creare uno dei più grandi insediamenti portuali cinesi per la nautica e il diportismo mai realizzati finora, e coinvolge un nutrito gruppo imprenditoriale.L’obiettivo dichiarato è la realizzazione di un polo turistico su un’area di 3,5 milioni di metri quadrati, divisa tra terra e mare, con un’area cantieristica di 70mila mq, resort, Yachting Club.

La Tenenza di Sarzana ha sottoposto a sequestro preventivo una lussuosa villa con piscina e annesso campo da tennis dotato di illuminazione, appartamenti, box e terreni in Liguria, Emilia Romagna e Toscana e 3 auto di grossa cilindrata. Al vaglio dell’autorità giudiziaria la posizione dei 6 cittadini di nazionalità cinese e del professionista che dovranno rispondere, a vario titolo, di sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte per oltre cinque milioni di euro, di cui due 2,2 di Iva e Imposte dirette.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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