Il distretto si farà in zona stazione
La giunta vara la delibera per la variante urbanistica, il centro nascerà su 8mila metri quadri tra Conad e Stefan
MASSA. Nascerà nella zona della stazione ferroviaria il nuovo distretto sanitario. Dopo mesi di discussioni, l’amministrazione Pucci ha deciso: la giunta, con una proposta di delibera di variante urbanistica, ha dato il via al complesso percorso che permetterà di realizzare in quell’area la struttura che sostituirà l’attuale distretto di via Bassa Tambura, ma avrà anche – questa sembra essere la prospettiva – funzioni più articolate rispetto agli attuali distretti socio-sanitari.
La zona destinata al distretto, circa 8mila metri quadrati, si trova lungo via Carducci, tra il supermercato Conad e il negozio Stefan. Di proprietà delle Ferrovie, verrà ceduta alla Regione e da essa all’Asl per essere utilizzata ed edificata. Acquisizione dell’area, progettazione e costruzione del distretto spetteranno alla Regione (e all’Asl). Al Comune, invece, il compito di modificare le normative urbanistiche e la destinazione d’uso di quei terreni per consentire la costruzione dell’opera. Attraverso la variante anticipatoria del Piano strutturale che la giunta ha approvato venerdì scorso.
Il percorso, che ricalca quello per l’approvazione del Piano strutturale, non sarà breve: la variante dovrà essere approvata in una prima votazione dal consiglio comunale. Poi, dovrà essere sottoposta alle osservazioni di cittadini, partiti, associazioni, a cui il Comune dovrà rispondere con controdeduzioni. Infine, dopo eventuali modifiche, la variante tornerà in consiglio comunale per l’approvazione definitiva. Ci vorranno cioè, come minimo, sei-otto mesi.
L’iter, comunque, è stato avviato ed è sorretto da un accordo tra il Comune, l’Asl e le Ferrovie che hanno dato l’ok all’alienazione dei terreni.
La scelta arriva dopo l’eliminazione di altre opzioni: quella di Villette e quella della Fondazione Pelù in via Marina Vecchia ritenute dall’Asl non idonee (anche se la Pelù è una struttura quasi completata e concepita per un uso socio-sanitario). Scartate anche le ipotesi di realizzare il distretto in una parte dell’attuale ospedale (operazione che sarebbe stato necessario rinviare alla data delle sue dismissioni), o della ristrutturazione dell’attuale distretto di via Bassa Tambura, che rientra invece nel piano di vendita degli immobili Asl in vista della nascita dell’ospedale delle Apuane, assieme (oltre al “vecchio” ospedale) agli uffici di via Alberica e al centro Sert di viale Democrazia.
Una scelta in buona misura “imposta” dall’Asl e che costituirà il perno della nuova organizzazione della sanità funzionale all’ospedale di viale Mattei. Meno ricoveri e solo per “acuti” e più prestazioni sanitarie e assistenziali sul territorio (cioè nei distretti, negli ambulatori e nelle futuribili Case della salute) dice la “filosofia” della nuova sanità. Ma il “come” è tutto da decidere.
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