Il Tirreno

Fondazione, in archivio un 2011 difficile

Fondazione, in archivio un 2011 difficile

Salgono le minusvalenze potenziali, il presidente Pincione guarda però con fiducia e «ragionevole ottimismo» al futuro

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CARRARA. Le tensioni sui mercati «inevitabilmente hanno prodotto pesanti ripercussioni anche sulla redditività del portafoglio della Fondazione».

E' un'analisi obiettiva quella che il presidente della Fondazione Cr Carrara Alberto Pincione fa nel bilancio consuntivo del 2011, un annus horribilis per i conti dell'ente, che possiede in portafoglio il 10 per cento della banca cittadina e che sostiene, con le sue erogazioni, moltissime iniziative a partire dal Festival Con-vivere. E così, gli obiettivi che la Fondazione si era dati in sede di documento programmatico previsionale «sono stati rispettati pur facendo ricorso ai fondi per le erogazioni, virtuosamente ricostituiti nei due esercizi precedenti».

Il 2011, sul piano degli eventi, ha visto il grande successo di Con-vivere che porta ampie ricadute sul territorio. Inoltre è stata inaugurata la nuova sede di Palazzo Binelli, con la bella mostra D'Apres Canova. «La possibilità di operare in locali più consoni e più funzionali, sia per il personale che per il pubblico, rende certamente più agevole la nostra attività - osserva Pincione - che, purtroppo, diventa ogni giorno più complessa per le difficoltà economiche legate alla crisi in atto. La crisi infatti - aggiunge - determina un aumento delle richieste di contributi in ogni settore, aumento cui fa riscontro invece una diminuzione delle risorse della nostra come delle altre Fondazioni». A pesare, nel caso della Fondazione Cr Carrara, il minor rendimento degli investimenti finanziari. Pincione, in ogni caso, sottoscrive quanto dichiarato dal presidente nazionale dell'associazione delle Fondazioni, Giuseppe Guzzetti, il quale di recente ha ricordato che le banche italiane hanno retto senza attingere alle casse dello Stato (cioè alle tasche dei contribuenti) grazie in larga misura alla presenza delle fondazioni bancarie. Pincione condivide questa impostazione e in definitiva guarda con fiducia «e ragionevole ottimismo, nonostante le indubbie difficoltà, alle prossime scadenze che ci attendono».

Il portafoglio. Dal 2010 al 2011, il portafoglio finanziario ha subìto una variazione consistente: le immobilizzazioni finanziarie sono passate da 93 a 111,2 milioni, soprattutto perché il peso delle partecipazioni strategiche, a seguito dell'acquisto delle azioni Intesa San Paolo e Unicredit, è aumentato da 47,4 a 71,3 milioni. Parimenti scendono gli strumenti finanziari non immobilizzati, da 61,5 a 38,7 milioni.

Il bilancio consuntivo spiega nei dettagli come si è arrivati a reperire le risorse per onorare la scadenza dei contratti forward attivati nel 2008 e che prevedevano l'acquisto di 3.037.390 azioni Unicredit (a un prezzo unitario di 4,93 euro per azione) e 1.800.000 azioni di Intesa Sanpaolo (a un prezzo unitario di 4,55 euro).

Per quanto riguarda il rendimento, la Cassa di Carrara ha distribuito un dividendo di 450mila euro (rendimento del 5,8% rispetto al valore iscritto in bilancio); la Cassa depositi e prestiti 200mila euro (rendimento del 20 per cento); Intesa San Paolo 252mila euro (1,7%), Unicredit 0,6%, Banca Carige 3,2% (un milione e 20mila euro). Le obbligazioni hanno fruttato interessi per circa 959mila euro. La Jp Morgan Alpha Turn, sottoscritta nel 2004, e che nel 2011 non ha pagato cedole, a gennaio 2012 è stata venduta, con una minus valenza di 561mila euro. I 10,4 milioni recuperati sono stati reinvestiti. Inoltre a gennaio 2012 la Fondazione ha aderito all'aumento di capitale Unicredit: 607.478 azioni al prezzo unitario di 1,943 euro (circa un milione e 180mila euro). Nel 2011 non sono andati bene gli strumenti finanziari gestitit: il fondo di fondi Lemanik All Star ha segnato un rendimento negativo del 4 per cento; male anche il comparto assicurativo Lombard International, -3,3%, negativi anche l'Allianz Euro High Yield (-9,6%), e il fondo Bnp Equity Best Selection (-11,6%). Sempre nel comparto degli strumenti finanziari, meglio è andata con la polizza assicurativa Mps - Axa (+ 1,4% di rendimento), e con la sicav Bnp Paribas Parvest Step 90 (+ 1,8%).

Insomma, un 2011 davvero difficile, sintetizzato dalla tabella a pagina 17, in cui si mettono a confronto il valore di bilancio delle partecipazioni, e il valore nominale ad oggi, con differenze spaventose per Intesa San Paolo, Unicredit e Banca Carige: tre investimenti che portano da soli una minusvalenza potenziale a quasi 40 milioni di euro. Il problema è che se il quadro non dovesse cambiare, l'entità delle erogazioni della Fondazione diminuirebbe ulteriormente. Nel 2011 è stato di quasi 2,6 milioni (molto superiore al milione e 800mila preventivati), nel 2012 sarà di circa 1,2 milioni. Il prossimo anno? (m.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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