Finanza
Meno cacciatori, problemi per le battute al cinghiale
L’Arci chiede alla Provincia di modificare il regolamento delle squadre portando il numero minimo da 60 a 50 per evitare iscrizioni solo virtuali
CARRARA. L 'Arci Caccia chiede alla Provincia di ridurre il numero minimo degli iscritti alle squadre di caccia al cinghiale.
«Considerato che il regolamento provinciale per la gestione faunistico venatoria del cinghiale nel territorio dell'Atc Ms 13 stabilisce (art. 7) che le squadre per la caccia al cinghiale in battuta devono essere composte da almeno 60 iscritti, si richiede nuovamente alla Provincia che detto numero venga portato da 60 a 50 iscritti». Varie le ragioni spiegate: ai fini di una corretta gestione del cinghiale è determinante il piano annuale di prelievo e per il conseguimento degli obbiettivì fissati dal piano è assai più importante il numero effettivo dei partecipanti (non meno di 20 nell'Atc Ms 13) alla battuta rispetto al numero teorico degli iscritti alla squadra; il numero minimo di 60 degli iscritti alla squadra nell'Atc è ampiamente superiore a quanto stabilito dal regolamento di attuazione della Legge Regionale 3/94 (art. 98, comma 4), che fissa a non meno di quaranta il numero degli iscritti alla squadra (e a 18 il parametro minimo dei partecipanti per effettuare le battute)».
Ma il problema centrale è che, come dice l’Arci caccia, « il numero dei cacciatori tende a diminuire, mentre aumenta l'età media della popolazione venatoria. Ne consegue che l'obbligo di raggiungere i 60 iscritti crea crescenti difficoltà ai responsabili delle squadre, i quali devono ricorrere sovente a iscrizioni "virtuali" di cacciatori: cacciatori che poi, nei corso della stagione venatoria, partecipano raramente o quasi mai alle battute di caccia».
Considerato anche il fatto che entro il 31 maggio i responsabili delle squadre devono comunicare all'Atc l'elenco dei cacciatori iscritti alla squadra, l'Arci Caccia sollecita la Provincia «a modificare il regolamento».
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