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Il sindaco: no a questo clima di urli e clamori

Il sindaco: no a questo clima di urli e clamori

«Il successo mio e della coalizione è trasparente e immodificabile. Voto di scambio? Brogli? Tutta fantapolitica»

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CARRARA. Il sindaco non ci sta: «Prendiamo le distanze da un clima che c’era già da prima delle elezioni, di urla e clamori, che non appartiene alla tradizione democratica di questa città». Angelo Zubbani parla nella sede del suo comitato elettorale, circondato da rappresentanti delle liste che lo sostengono.

Condanna «atteggiamenti censurabili» che gli sono stati segnalati ai seggi. E anche «certi toni» usati da «sette candidati a sindaco su nove». E in particolare, a chi vorrebbe invalidare le elezioni risponde: «Il risultato delle urne è chiaro. Il successo della coalizione e mio, è trasparente e immodificabile. Altro che scenari di fantapolitica, come il voto di scambio». Rispetto ai clamori del dopo elezioni, Zubbani afferma: «Di fronte a questa situazione, ci riteniamo parte lesa, come lesa è tutta la città. Abbiamo la massima fiducia nell’Ufficio centrale presieduto da Ferri, che ha avuto da noi tutto l’apporto che ha richiesto. Aspettiamo serenamente il termine dei lavori della commissione. Chi è stato sconfitto sonoramente dalle urne ora cerca rivincite improponibili».

Zubbani rivolge poi un apprezzamento a Matteo Martinelli, candidato a sindaco del Movimento 5 stelle che ha riscosso un successo elettorale tanto da entrare nel consiglio comunale. «Do atto del comportamento democratico e rispettoso delle regole da parte del Movimento. Ciò fa intravedere uno scenario di consiglio comunale dove ognuno farà il proprio dovere». Poi torna al risultato personale e della coalizione che lo sostiene: «I cittadini hanno premiato convintamente e con forza la maggioranza uscente. Su 27 comuni capoluogo (e fra questi ci metto anche Carrara) solo in sette i sindaci sono passati al primo turno. Qui, un risultato netto e chiaro per noi. E i malumori della gente hanno scelto come interpreti i rappresentanti del Movimento 5 stelle, più che altre liste». Sulla polemica che investe presidenti di seggio e scrutatori, Raffaele Parrini spiega che «gli scrutatori sono stati scelti dai partiti secondo gli indirizzi di legge, e con una ripartizione matematica rispetto a maggioranza e minoranza. In quanto ai seggi da verificare, noi puntiamo alla tutela del voto di lista, a garanzia dell’espressione popolare». Sui conti che non tornano il sindaco è lapidario: «Nei seggi la quasi totalità dei presidenti era di lunga data, ne abbiamo sostituiti solo due per questioni di emergenza. Ci sono stati, da quanto emerge, errori materiali e procedurali nello spoglio dei voti, ma non certo una “regia”. Le anomalie sono emerse. Invece di solito nel mondo, dove ci sono brogli... i conti tornano».

Cinzia Carpita

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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